
"Per quanto ne so io, Barella e Calhanoglu rientreranno in gruppo dopo la trasferta contro il Sassuolo": poiché quell'io è Cristian Chivu, fidiamoci dunque. E allora, l'obiettivo per i due centrocampisti dell'Inter diventa il match contro la Juve, sabato 14 febbraio, San Valentino. Due titolarissimi, quindi, ancora ai box per pochi giorni: ma titolarissimi, in questa Inter, è un termine ancora spendibile? Vero è che la partita di ieri sera contro il Torino fa storia a sè e l'amplissimo turnover - che peraltro ha dato confortanti indicazioni - era ampiamente previsto e prevedibile trattandosi di Coppa Italia, la competizione più appropriata per fare esperimenti e permettere a chi ha più minuti di tirare il fiato, ma è altrettanto vero che anche senza i due 'senatori' il centrocampo nerazzurro ha sin qui ben funzionato. Insomma, Zielinski regista, Sucic tuttocampista, Mkhitaryan equilibratore, persino Frattesi incursore hanno fatto il loro, chi addirittura ottimamente come il polacco oltretutto. E se vogliamo mettiamoci pure anche Diouf, che al di là di qualche sbavatura, sta dando segnali di crescita. Se non, altro, quando gioca, vede bene la porta avversaria. E non è poco.
I tanti impegni, intensi e ravvicinati, si accompagnano però alla conseguente necessità di abbondanza. Quindi, ben venga per Chivu che Barella e Calhanoglu siano prossimi al rientro. Avrebbero fatto certamente molto comodo contro il Sassuolo, squadra sempre ostica per l'Inter, ma averli contro la Juve, alla vigilia poi del doppio impegno nei playoff di Champions è quanto in fondo, al momento dei rispettivi infortuni, sperava in tecnico nerazzurro. A Reggio Emilia, domenica, l'abbondanza suddetta non ci sarà ancora, la qualità però non mancherà. Scavallato l'impegno, tornerà maggior possibilità di scelta e rotazioni. Ma attenzione, il buon vecchio posto fisso non esiste neppure più nel calcio e in questa Inter in particolare, neppure se ti chiami Barella o Calhanoglu. Tutti servono, nessuno è indispensabile. O quasi, per lo meno.