Un accanimento senza precedenti. Sinisa Mihajlovic è forse il primo caso di un tecnico che rimane in discussione anche quando vince una partita. Certo, il Milan non sta andando bene e l'obiettivo del terzo posto è lontano. Ma in questo 2016, giusto per ridurre il raggio d'analisi, c'è stata un'inversione di rotta almeno nel gioco.
Non è ancora brillante e fluido come dovrebbe essere per una squadra come il Milan, ma contro il Bologna le occasioni da rete sono state create (e sbagliate, ora va così). Un ottimo secondo tempo contro la Roma non è bastato ai rossoneri per conquistare i tre punti e anche contro il Carpi la squadra di Mihajlovic ha creato almeno 5 palle gol nel primo tempo, finalizzandone 2: con Bacca e Niang. Poi, nella ripresa il Carpi è rinato, facendo intimorire i pochi presenti di San Siro con la rete di Mancosu. Ma nei 10-15 minuti finali gli emiliani non hanno mai fatto un tiro in porta, mentre il Milan ha sfiorato con Honda e Bonaventura il terzo gol.
Questo non vuol dire che ora in casa rossonera vada tutto bene, anzi. Però, è diritto di Mihajlovic preparare con maggior serenità la gara di domenica sera contro la Fiorentina. La squadra dimostra, lei sì, di appoggiare l'allenatore. Ed è un fatto da prendere in seria considerazione. Così Marcello Lippi può attendere, anche se il rapporto tra Silvio Berlusconi e il serbo ormai non è più idilliaco da tempo.
Milan, lo strano destino di Mihajlovic: in bilico anche quando vince
Contro Bologna, Roma e Carpi, i rossoneri hanno creato molto in fase offensiva. Ma il tecnico serbo rimane in discussione
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