INTER

Thuram dribbla le critiche: "Chi le fa, spesso non guarda le partite. Ho scherzato con Khephren, non andò bene"

L'attaccante dell'Inter racconta il siparietto col fratello allo Stadium, poi certifica l'obiettivo primario: "Due scudetti in tre anni? Sarebbe enorme" 

di Paolo Borella

Marcus Thuram non vuole fermarsi. L'assist per Diouf in Coppa Italia, decisivo per la vittoria contro il Torino e il passaggio in semifinale, deve essere solamente il punto di una nuova partenza per l'attaccante dell'Inter, spesso criticato nell'ultimo periodo per quel gol che in Serie A manca dalla trasferta di Parma di inizio gennaio. 

In una lunga intervista a Cbs, il francese ha parlato a 360 gradi, compreso il suo rapporto con le critiche: "Le persone sono ossessionate dai numeri, spesso nemmeno guardano le partite e assegnano il man of the match a chi ha segnato. Questa è la nostra generazione e dobbiamo accettarlo. Le statistiche contano perché il mio lavoro è fare gol, ma il calcio non è solo questo, ci sono gli assist, le giocate e la costruzione delle azioni. Per questo prendo le distanze da ciò che si legge sui social, per evitare che mi condizioni".

Gli obiettivi stagionali invece fanno sorridere Thuram, che guarda soprattutto alla Serie A: "Vincere due scudetti in tre anni sarebbe qualcosa di enorme. Non sarà semplice, perché le avversarie sono forti, ma dobbiamo continuare a lavorare e imparare dagli errori, così possiamo riuscirci". L'attaccante si sente migliorato rispetto al passato: "Sono più maturo nel modo di giocare, le emozioni incidono meno sulle mie prestazioni. Le grandi partite di Champions mi hanno fatto crescere, mi sento un giocatore più intelligente e che sa muoversi nel modo giusto per aiutare la squadra".

L'Inter è invece un punto di arrivo per il classe 1997: "La società ha visto in me un giocatore creativo, capace di giocare accanto a Lautaro e aiutare la squadra a vincere. Era il momento giusto per un club del genere e per giocare a San Siro, ogni volta è un sogno. Ogni notte lì può diventare speciale e ho immagini fantastiche nella testa: la semifinale col Barcellona, i gol segnati al Milan". 

Infine, Marcus Thuram è tornato sul rapporto col fratello Khephren, dentro e fuori dal campo, in particolare quel siparietto in Juve-Inter: "Siamo simili, due grandi lavoratori che sanno cosa vogliono nella vita. Lui è molto competitivo e mi piace. In campo provavo a scherzare, lui no. Volevo dimostrare di essere il fratello maggiore, ma non è andata benissimo: ha segnato e di solito non segna mai. Ci sentiamo ogni giorno, il mio sogno è che entrambi possiamo esprimere il nostro massimo potenziale e crescere come uomini. A fine carriera devi essere più di un calciatore".

Così gli ha insegnato papà Lilian: "Ho capito davvero chi fosse quando andò al Barcellona. Vedevo giocatori come Ronaldinho e Henry ed erano suoi compagni. Mi ha insegnato tanto, soprattutto a farmi domande. Essere curiosi, critici, persone prima che atleti".