
In campo occupavano ruoli diametralmente opposti, ma entrambi rappresentavano un popolo intero: Paolo Maldini e Francesco Totti sono stati tra le ultime bandiere del nostro calcio. Il destino li ha uniti anche una volta appesi gli scarpini al chiodo: le esperienze da dirigenti nelle squadre che per oltre vent'anni hanno difeso da capitani non sono finite nel migliore dei modi.
Ora però Totti potrebbe avere una terza vita giallorosso: i Friedkin vorrebbero riportarlo in società. E, da quello che filtra, Francesco non avrebbe chiuso la porta alla sua Roma. Una scelta dovuta, in primis, ai nuovi interlocutori con cui il Pupone dovrebbe rapportarsi. Nell'ultima esperienza da dirigente il presidente era ancora James Pallotta: oggi le cose sono cambiate e, oltre a Dan e Ryan Friedkin, ci sarebbe anche un totem del romanismo come Claudio Ranieri a garanzia.
E proprio l'ex tecnico, nel rivelare la bomba del possibile ritorno di Totti in società, ha lanciato un chiaro messaggio tra le righe: "So che i Friedkin ci stanno pensando. Mi auguro che Francesco possa essere davvero utile alla Roma". Ecco, proprio su quest'ultimo particolare vale la pensa soffermarsi: Totti non tornerà per fare l'uomo immagine o il rappresentate della Roma alle riunioni di Lega. Francesco, contrariamente alla prima esperienza da dirigente, vuole essere centrale nelle decisioni tecniche (scegliere i giocatori per intenderci) e di campo. Un po' quello che era stato Paolo Maldini al Milan nell'anno dell'ultimo scudetto: braccio destro del ds che, guarda caso, anche in quell'occasione era Ricky Massara.
I dialoghi tra le parti sono in corso: secondo alcune indiscrezioni ci sarebbe già stato anche un primo incontro conoscitivo. Sul tavolo di Totti ancora non c'è un'offerta concreta perché i Friedkin vogliono capire bene la volontà del capitano per calibrare la proposta. Una suggestione romantica che, a un anno del centenario giallorosso, assume ancora più mistica: Totti e la Roma, un amore che fa giri immensi e poi ritorna.