INTO THE WILD

Freccia... arancione: All Conditions Express, lasciapassare per l'avventura

Una giornata particolare sul treno speciale"targato" Nike ACG lanciato verso le Prealpi Lecchesi

di Stefano Gatti

Più che ai Piani Resinelli, balcone panoramico sopra Lecco e il suo ramo del Lario, Nike AGC deve avere ordinato ai… Piani Alti la miglior giornata in termini di “finestra” meteo ideale o quasi all’interno di una settimana perturbata. Tempismo a dir poco perfetto, visto che le precipitazioni dei giorni precedenti avevano depositato un bel quantitativo di neve ai milletrecento metri di quota dell’altopiano e delle sue immediate vicinanze.

Prima di avventurarci tra i boschi incantati e gli angoli più suggestivi di questa porzione delle Prealpi Lecchesi per mettere alla prova il running gear del brand più estremo di Nike (ACG sta infatti per All Conditions Gear), occorre tornare all’inizio di una straordinaria giornata, vissuta all’insegna dei continui colpi di scena, dal primo all’ultimo minuto del suo svolgersi. Il mezzo scelto dal team di Nike per raggiungere “quel ramo del Lago di Como” infatti è piuttosto originale. Rimasta volutamente nascosta fin quasi all’ultimo, la meta del viaggio avventuroso che ci è stato preannunciato si svela ai nostri occhi solo quando questi ultimi si posano sul biglietto ferroviario che ci viene consegnato al ritrovo nello storico e lussoso Padiglione Reale della Stazione Centrale di Milano, accesso privilegiato (anzi esclusivo) dei reali di Casa Savoia ai tempi che furono. Treno dunque, ma un convoglio assolutamente speciale, anzi unico nel suo genere. A fare gli onori di casa è il team internazionale Nike ed è proprio il suo carattere "globale" il DNA di questa occasione: dal numero e dalla provenienza degli ospiti all’atmosfera olimpica che pervade l’intera città alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina. Non a caso l’ultimo speech prima di lasciare il Salone spetta alla schermitrice paralimpica Bebe Vio. Ad ascoltarla, giornalisti e trailrunners (più spesso le due cose insieme) da ogni parte del pianeta.

© Nike ACG 1-6

Le sorprese sono appena iniziate: ci avviamo compatti verso la partenza attraversando l’immensa galleria dello scalo ferroviario più importante e più storico di Milano. Il Nike ACG Express è lì ad attenderci, dipinto in uno sgargiante colore arancione destinato a squarciare presto il grigiore nebbioso che ancora avvolge la città. Ed è proprio in questo momento che accade la seconda magia della giornata: dal nulla appare sulla porta di una delle carrozze nientemeno che Jannik Sinner: rimaniamo tutti a bocca aperta! Come inevitabile che sia, Jannik e Bebe Vio vengono abbagliati di scatti e di selfie da parte nostra. Non c'è però un assalto vero e proprio: il servizio d'ordine è rigidissimo e attentissimo ed è certamente operativo anche in testa al nostro binario per filtrarne gli accessi. Il ticket to the wild che ci è stato offerto da ACG è esclusivo anche sotto questo aspetto, tutt'altro che trascurabile. Siamo pur sempre in uno dei punti nevralgici di una città che - come ricordato sopra - ha già iniziato il conto alla rovescia finale verso il via della venticinquesima edizione dei Giochi Invernali.

© Nike ACG

L’hype sale di un paio di tacche o anche tre quando il numero due del mondo del tennis mondiale sta al gioco e si presta per qualche minuto ad interpretare un ruolo assolutamente fuori dagli schemi: quello per lui sicuramente inedito (e one-off) di bigliettaio ad alto tasso di autostima, che è naturalmente quella dei portatori dello scontrino di viaggio, si capisce! Eh sì, bisogna ammetterlo: non poteva iniziare meglio, questa giornata. Poi, così come si era materializzato dal nulla, il fuoriclasse altoatesino scompare, insieme alla città che ci lasciamo alle spalle (e con essa la foschia mattutina) in direzione di Abbadia Lariana, comodamente seduti dentro i nostri scompartimenti “tematici”, che assecondano anch'essi il monocolore arancione che ci accompagnerà praticamente dappertutto per le prossime ore e che - a pensarci bene il riferimento non è casuale - richiama direttamente la tonalità cromatica nella quale per evidenti motivi di visibilità sono verniciate le pareti esterne di molti bivacchi d'alta quota su Alpi e Prealpi, e non solo.

© Nike ACG Press Office

Il nostro “lasciapassare per l’avventura” è ormai riposto nel capiente zaino, nel quale l’unica cosa a non starci proprio (tanto è straripante) è la voglia di avventura. Per chi è più addentro alle cose “prealpine” (come chi scrive), la nostra destinazione è ormai nota.

© Stefano Gatti

Per raggiungerla, una volta sbarcati alla stazione di Abbadia Lariana, troviamo ad attenderci sul sottostante piazzale frontelago che mi ricorda la partenza di una gara trail affrontata più volte (la Corsa del Viandante) due “mostruosi” Torsus Praetorian, autobus 4x4 off road da trentacinque posti ciascuno che ci depositano nemmeno un’ora dopo ai Resinelli, dopo essersi districati non sempre agilmente (e creando qualche… imbarazzo nel traffico in direzione opposta) sui famosi tornanti della strada tutta curve (appunto) che dal paese di Ballabio sale ai Piani.

© Stefano Gatti

Indossata la nostra dotazione ACG, siamo pronti per dare il via alla nostra avventura sui sentieri. Il campo base è allestito al parcheggio del Parco Valentino, nei pressi del grattacielo che - a dispetto del suo aspetto “brutalista” - è con il tempo diventato uno dei landmarks più identitari della località lecchese. Questo posto è per me una seconda casa. Solo poche settimane fa ho preso parte proprio qui e per la quarta volta alla Snow Run Resinelli, uno degli appuntamenti trail più classici della stagione invernale, che scatta proprio a fianco del grattacielo. Diciamo che l’ingrediente principale (la neve) che era del tutto mancato il terzo sabato di gennaio (a dispetto del nome della gara) abbonda invece oggi! Della Snow Run tra l’altro ci apprestiamo a ripercorrere quasi del tutto fedelmente il primo anello da otto chilometri, questa volta però in senso antiorario. Sono nel mio ambiente insomma e non vedo l’ora di lanciarmi sui sentieri, che penso di essere uno dei pochi a conoscere già (e a menadito). Anche per questo approfitto più che volentieri della possibilità di montare i pratici ramponcini da neve e ghiaccio: oltre a fornire extragrip e sicurezza (ho un lungo calendario di gare davanti a me, non voglio comprometterlo ai primi di febbraio), i ramponcini - arancioni, of course! - isolano un po’ di più le mie Nike ACG Ultrafly Trail (il colore? Cosa ve lo dico a fare...!) dal terreno, mantenendole anche più asciutte e senza comprometterne il feeling. Il plotone si divide in due gruppi: chi corre (i trailrunners) e i camminatori (gli hikers). Scelgo manco a dirlo la prima opzione e mi avvio poco dietro a due guide local che fanno il passo fin dai primi chilometri, che alternano discesa e salita tra boschetti, valloncelli e radure imbiancate... al punto giusto. Galvanizzato dalla “padronanza” dei luoghi, mi trovo a correre nelle prime posizioni prendendo come primo riferimento la treccia della ragazza davanti a me che corre con passo regolare e con stile: scoprirò solo a fine corsa trattarsi di Daniela Oemus, trailrunner tedesca di livello mondiale che tre anni fa ha vinto la mitica Zegama-Aizkorri!

© Stefano Gatti

Sosta per ricompattare il gruppo a Prato della Nave: qui alla Snow Run di gennaio si veniva giù a tutta. Iniziano a portarsi avanti gli altri toprunners del team internazionale Nike ACG convocati dal brand statunitense per alzare il tasso tecnico della giornata: il nostro Cesare Maestri (asso della corsa in montagna, un grande futuro trail davanti) e gli statunitensi Drew Holmen e Caleb Olson, quest’ultimo vincitore nel 2025 della mitica Western States Endurance Run davanti al connazionale Chris Meyers e a Kilian Jornet!

© Stefano Gatti

Iniziata con difficoltà graduali, la nostra experience by ACG si impenna in questo tratto: la salita si fa via via più impegnativa, soprattutto dopo il passaggio al Forcellino, punto panoramico sulle Prealpi Lecchesi, il Lario e la pianura distesa là sotto e ancora acquattata nella foschia. Panoramico sì ma non quanto quello del soprastante Belvedere che raggiungiamo smarcando il tratto più ripido. La vista è davvero remunerativa e il più è alle nostre spalle: puntiamo verso il vicino punto di ristoro per un gel e una barretta proprio mentre dalla direzione opposta sopraggiungono gli hikers e - in mezzo a loro - anche lo yeti: che sia un uomo della security travestito da abominevole uomo delle nevi per dare... meno nell'occhio?

© Stefano Gatti

È già ora di tornare a correre: una mezz’oretta ancora di discesa in mezzo ai boschi innevati. Cerco di tenere in vista il gruppo dei big e dei miei colleghi più forti ma non è così semplice. Ad un certo punto decido che... preferisco vivere. Anche perché il traverso in single-track nasconde potenziali insidie come sassi, rami e radici difficili da individuare sotto la neve. Tolgo quindi una marcia e la rimetto solo nel tratto finale sulla comoda stradina che riporta al punto di partenza. Tempo una mezz’ora e siamo tutti quanti riuniti sui nostri Praetorian diretti sul versante opposto dei Piani Resinelli per un meritatissimo e succulento pranzo al Rifugio Soldanella con vista sul Corno del Nibbio, sentinella avanzata della soprastante Grignetta.

© Stefano Gatti

Non è però questa la fine della nostra avventura. Riguadagnata la stazione di Abbadia Lariana saliamo a bordo del Nike ACG Express e prendiamo posto nei nostri scompartimenti. Anzi no, perché l’intero viaggio di ritorno è di fatto una experience (indoor) nella experience, tra passaggi al fornitissimo bar di bordo, presentazione by Nike ACG con i campioni che ci hanno accompagnato sui sentieri e visite negli altri vagoni del treno tematico: laboratori, aree relax e recovery. Occorre approfittarne senza risparmio: l’occasione è unica, la corsa (solo sui binari, stavolta) è veloceMilano si avvicina in fretta, troppo in fretta.

© Stefano Gatti