Curiosità

Sulla BMW iX3 la retrocamera funziona se si paga un abbonamento

L’hardware è di serie, ma la visione a 360 gradi per il parcheggio si attiva solo con un canone mensile: La Casa di Monaco insiste sul modello “pay-per-use”, anche per funzioni considerate basilari

di Redazione Drive Up

© Ufficio Stampa

BMW ci riprova. Dopo il passo falso degli abbonamenti - in America - ai sedili riscaldati, la Casa bavarese rilancia l’idea dei servizi a pagamento sulla nuova iX3, scegliendo però un terreno ancora più scivoloso: la telecamera a 360 gradi. Il sistema è fisicamente presente su tutte le auto, ma per usarlo serve un abbonamento, esattamente come per i pacchetti di assistenza alla guida più evoluti.
Ma ha senso?
Nel caso della iX3, la visione perimetrale non è un optional tradizionale né un extra da configurare all’ordine ma una funzione “bloccata” via software. In pratica l’auto vede tutto attorno a sé, ma il conducente può accedere a quelle immagini solo pagando. BMW giustifica la scelta parlando di costi di gestione, infrastruttura cloud e aggiornamenti continui. Il messaggio che passa sembra essere che, anche funzioni ormai percepite come standard, diventano servizi. Una linea che segna una differenza netta tra possesso dell’auto e accesso alle sue capacità.
La scommessa di BMW
Secondo Monaco, il vantaggio per il cliente è la flessibilità: chi non vuole la telecamera subito può attivarla più avanti, magari dopo un anno di parcheggi stretti o manovre cittadine. Il rischio, però, è evidente. Se l’abbonamento per l’assistenza avanzata può essere digerito, far pagare una 360 gradi rischia di riaprire la frattura con i clienti, soprattutto in Europa. BMW scommette sul fatto che il mercato accetterà l’idea di un’auto completa nell’hardware ma “a livelli” nel software. Resta da capire se gli automobilisti vedranno la telecamera come un servizio opzionale o come qualcosa che, ormai, dovrebbe essere semplicemente inclusa.

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