McKennie e Kalulu non sono 'soltanto' gli artefici del pareggio in rimonta della Juve contro la Lazio. Sono le facce 'belle' della squadra di Spalletti in una serata che propone qualche virtù e mostra ancora tanti difetti. Yildiz, fresco di rinnovo del contratto fino al 2030 che gli prepara un futuro da leader bianconero, è meno brillante del solito. I protagonisti del 2-2 che tiene ancorati i bianconeri al quarto posto sono il centravanti aggiunto, che segna al posto di quelli 'veri' in attesa del ritorno in campo di Vlahovic, e il difensore onnipresente, pulito e sicuro nelle chiusure e prezioso in attacco. Sono già sette i centri in questa stagione dell'americano in scadenza di contratto - superato il record di sei della stagione 2020/21 - cinque le reti in cui l'ex Milan ci ha messo lo zampino (due più tre assist).
Per il resto la gara contro la squadra dell'ex Sarri è la fotocopia delle ultime uscite della Juve: macina e macina ma i gol non arrivano. Trentaquattro conclusioni che alla fine si traducono in due gol, di cui uno in extremis all'ennesimo arrembaggio verso la porta di Provedel. Nel mezzo errori individuali fatali - di Locatelli in occasione del vantaggio biancoceleste con Pedro e di posizionamento di Cambiaso, passato da destra a sinistra, che si fa infilare da Isaksen - un'incapacità di squadra ad ammazzare le partite e ancora una volta la vulnerabilità nei momenti chiave della partita. "Mi tengo la reazione della squadra ma a volte c'è stata troppa frenesia", le parole nel dopo partita di Spalletti, che chiede ai suoi di alzare il livello.
Per il tecnico bianconero la nota positiva ha il nome del nuovo arrivato Boga, cui sono bastati pochi minuti all'esordio all'Allianz e un assist per il pareggio di Kalulu a evitare il secondo ko di fila in settimana dopo quello in Coppa Italia contro l'Atalanta per 'benedire' il suo arrivo dal mercato invernale. Questa Juve convince a tratti e ancora una volta evidenzia una lacuna pesante: manca un attaccante da gol, un vero finalizzatore capace di trasformare tutta la mole di gioco prodotta. Sabato sera c'è l'Inter. A San Siro servirà un'altra Juve.
Juve, solito difetto: macina tanto, produce poco e McKennie fa l'attaccante che manca. Con l'Inter serve altro
Spalletti premia la reazione. Ma pesano gli errori individuali e l'incapacità di ammazzare le partite
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