Nulla è banale quando sono coinvolti gli Stati Uniti, in questi giorni di Milano-Cortina 2026. Al centro dell'attenzione torna l'Ice (Immigration and Customs Enforcement), l'agenzia federale statunitense, nonostante la smentita del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi sulla possibile presenza in Italia: "Non svolgerà attività operative di polizia".
Tutto "merito" di un post pubblicato dallo sciatore freestyle Gus Kenworthy, 34 anni, fra le altre cose attivista per i diritti Lgbt. Cresciuto negli Stati Uniti con i quali ha gareggiato nelle prime due Olimpiadi in carriera (argento a Soci 2014 nello slopestyle), nelle ultime due edizioni ha invece scelto di rappresentare la bandiera della Gran Bretagna, omaggio alle origini inglesi della madre e al fatto di essere nato nell'Essex.
Sempre molto attivo sul suo profilo Instagram da 1 milione e 200mila followers, poco meno di una settimana fa si era fatto sentire con un post contro l'Ice dalla natura provocatoria: inquadrati i suoi sci e la scritta "Fuck Ice" sulla neve, disegnata dalla sua pipi, con una lunga critica all'agenzia americana a corredo. Negli ultimi giorni, proprio per quel post, Kenworthy è stato minacciato e insultato pesantemente.
Pronto il supporto del team della Gran Bretagna: "Il team Gb prende sul serio il benessere degli atleti e mette a disposizione servizi di supporto, in particolare in caso di minacce e abusi tramite i social media", le parole rilasciate alla Bbc.
Dall'altra parte, Kenworthy si è difeso: "Ho solo postato i miei pensieri e ricevuto molti messaggi di incoraggiamento, ma tanti sono stati orribili e mi hanno minacciato. Mi dicevano di uccidermi, che sperano di vedermi rompere un ginocchio o rompermi il collo", le parole dopo il video virale.
In attesa della gara di settimana prossima, lo sciatore ha ribadito il suo ruolo e la sua posizione: "Puoi amare gli Usa ed essere orgoglioso di essere americano senza supportare questa amministrazione e le sue politiche. Quello che sta facendo l'Ice, di fatto impunito, è spaventoso. Cittadini americani sono stati assassinati per le strade, altri praticamente sequestrati senza un vero motivo. Non resterò in silenzio e penso sia importante dire quello in cui crediamo e resistere alle ingiustizie."