Build Your Dreams (costruisci i tuoi sogni). Il marchio cinese sembra aver trovato il modo per realizzarli: costruire nuove fabbriche di automobili per venderne a buon prezzo in Europa. Il Paese scelto per lanciare questo ambizioso - ma non semplice - progetto di espansione Continentale è l'Ungheria. Terra di produzione automobilistica da decenni, gli incentivi del Governo, la manodopera specializzata e i costi fissi competitivi la rendono un luogo ideale per aggirare i dazi dell'Unione europea.
Si raddoppia
Lo stabilimento di Szeged è il primo - ma non sarà l'ultimo, c'è anche l'Italia in "lista" - del gigante cinese in Europa. Operativo da poche settimane, qui è prodotta la Dolphin Surf: utilitaria elettrica venduta a un prezzo inferiore a 20 mila euro. Tuttavia, BYD ha già pianificato un'aggiunta e, quando le linee saranno a pieno regime, la catena di montaggio vedrà l'ingresso della Atto 2 elettrica. Modello che il marchio cinese punta a far diventare il suo best seller nel Vecchio Continente.
Fino a 300 mila l'anno
L'Europa ha imposto dazi al 27% sulle automobili elettriche cinesi importate. In questo modo, i "27" cercano di dare un vantaggio ai costruttori locali in vista della transizione energetica (anche se i ritmi di quest'ultima sembrano essersi ridimensionati). Le tariffe aggiuntive non riguardano i veicoli ibridi e - per questo motivo - BYD continuerà a produrre in Cina e spedire in Europa la Atto 2 Dm-i. Alle linee di Szeged si uniranno presto altri due modelli, non ancora comunicati, che porteranno la capacità produttiva a 300 mila veicoli l'anno.
Industria
Ungheria protagonista: BYD raddoppia con la Atto 2 elettrica
Il nuovo stabilimento del marchio cinese sarà protagonista della sua offensiva in Europa
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