Novità

La prima Ferrari elettrica si chiamerà Luce

Comandi fisici, rituali di avviamento, materiali lavorati come gioielli e un abitacolo che rifiuta il touchscreen dominante

di Redazione Drive Up

© Ufficio Stampa

Ferrari Luce segna un passaggio storico per il Cavallino Rampante, ma lo fa evitando accuratamente la retorica tecnologica tipica delle auto elettriche. Niente proclami su software e schermi oversize: al centro del progetto c’è l’esperienza, intesa come somma di sensazioni tattili, visive e rituali. Una Ferrari che non vuole stupire con la potenza dei numeri, ma con la qualità di ogni interazione.

Un’elettrica che va controcorrente
La scelta più sorprendente della Ferrari Luce è il rifiuto del paradigma “tutto touchscreen”. I comandi principali restano fisici, meccanici, pensati per essere riconoscibili al tatto, con un feedback studiato attraverso decine di test con i collaudatori Ferrari. Il volante, ispirato ai tre razze Nardi degli anni Cinquanta, pesa 400 grammi in meno rispetto a quello delle attuali Ferrari ed è composto da 19 elementi lavorati dal pieno in alluminio riciclato. Anche la strumentazione rompe gli schemi: il Binnacle solidale al piantone dello sterzo si muove insieme al volante, fondendo display OLED sovrapposti e grafica analogica in un’inedita soluzione che richiama più l’orologeria di alta gamma che l’automotive digitale.
Materiali, rituali e dettagli da vera Ferrari
L’altra grande novità è il ritorno del “rito” dell’accensione, elemento quasi scomparso nelle elettriche. La chiave in vetro, dotata di display E-Ink, cambia colore quando viene inserita nel tunnel centrale, dando il via a una sequenza coreografica di luci e animazioni. Un gesto che sostituisce il rombo del motore con un’esperienza visiva ed emotiva. I materiali seguono la stessa filosofia: alluminio anodizzato con micro-texture esagonale, vetri lavorati al laser con precisione micrometrica, superfici progettate per durare e invecchiare bene. Più che un'auto elettrica, Luce è una dichiarazione d’intenti che vuole dimostrare che una Ferrari è tale anche se - nel futuro - avrà una batteria e non un motore V12 aspirato.

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