Lo studio Global Automotive Consumer Study 2026 di Deloitte fotografa un mercato sempre più distante dalle strategie dei costruttori. La transizione dell’automotive non si è fermata, ma ha cambiato passo. A dirlo non sono solo i risultati finanziari dei grandi gruppi, bensì i consumatori stessi. Le scelte d’acquisto stanno diventando più caute, razionali e meno ideologiche, con una crescente distanza tra l’offerta proposta dalle Case e ciò che i clienti sono davvero disposti a comprare.
L’elettrico convince, ma non abbastanza
Il report Deloitte evidenzia come l’interesse verso le auto elettriche resti diffuso, ma accompagnato da forti resistenze. Prezzo d’acquisto elevato, autonomia reale e infrastrutture di ricarica continuano a rappresentare gli ostacoli principali. Non a caso, molti consumatori dichiarano di considerare ancora soluzioni ibride o termiche efficienti come alternative più concrete nel breve periodo. Un segnale che mette in discussione le previsioni più ottimistiche sulla velocità della transizione, soprattutto nei mercati maturi.
Clienti più selettivi
Deloitte sottolinea anche un altro aspetto chiave: il consumatore 2026 è meno disposto a pagare per servizi digitali, abbonamenti e funzioni accessorie percepite come non essenziali. La priorità torna a essere il valore complessivo dell’auto, tra costo, affidabilità e facilità d’uso. È un cambio di mentalità che obbliga i costruttori a rivedere strategie basate su accessori, aggiornamenti tecnologici e modelli di business troppo scollegati dall’esperienza reale di chi compra e guida l’auto ogni giorno.
Dati
Auto elettriche: perché i clienti stanno rallentando la transizione
Per molti automobilisti non è sbagliata, è semplicemente arrivata troppo in fretta
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