
La rottura è ormai chiara ed evidente. Tra gli allenatori e gli arbitri le tensioni aumentano a ogni giornata. L'argomento, tanto per cambiare, è sempre quello: il Var, o meglio, il suo utilizzo. Proprio per avere chiarezza, anche se sembra un ossimoro, visto che la tecnologia sarebbe dovuta servire a questo ma non ce la fa proprio a mettere tutti d'accordo, il designatore Rocchi avrebbe voluto incontrarsi con i tecnici di Serie A, all'inizio del campionato in corso, per approfondire l'argomento. Non si è n'è fatto nulla per vari motivi, a partire dal fatto che una stagione compressa non consente momenti alternativi al binomio allenamento-partita. Come ha scritto Stefano Scacchi su "La Stampa" sembra che una data potrebbe venire fuori verso fine marzo, quando ci sarà la pausa per i playoff (o il playoff) mondiale.
Le ultime giornate di campionato hanno reso ancora più evidenti certi contrasti. De Rossi, Gasperini e Spalletti hanno avuto parole e richieste chiare dopo episodi controversi. Il rigore dato al Napoli contro il Genoa ha fatto esplodere l'allenatore rossoblù che ha trovato un alleato nel tecnico giallorosso. Quello bianconero ha rilanciato il discorso legato al professionismo arbitrale, con il vicepresidente vicario dell'Aia Francesco Masini che ha voluto precisare che "gli errori degli arbitri non vengono commessi per il loro status" e che l'associazione arbitrale non esclude si possa arrivare a direttori di gara professionisti.
Di certo, nell'auspicato incontro tra le parti, gli allenatori solleveranno le loro richieste che, oltre alla proposta di Spalletti, riguardano un utilizzo più chiaro del Var. Il più urgente si rifà al protocollo dell'Ifab e prevede l'uso della tecnologia durante la gara solo in caso di chiari ed evidenti errori per dare più peso alle decisioni prese sul campo dagli arbitri. Poi c'è l'annoso caso del troppo tempo passato davanti al monitor: le revisioni dovrebbero essere più brevi. Nella speranza che le parti possano finalmente trovare un punto d'incontro,