
Vladyslav Heraskevych e il casco vietato: scontro tra Ucraina e Cio a Milano-Cortina 2026
Il Cio vieta a Vladyslav Heraskevych il casco in memoria degli atleti ucraini caduti in guerra e Zelensky difende lo skeletonista: "Verità non è propaganda". Il Cio: "Potrà indossare fascia nera al braccio"

Vladyslav Heraskevych, skeletonista ucraino e portabandiera del suo Paese a Milano-Cortina 2026, si trova al centro di un acceso caso diplomatico sportivo dopo che il Comitato Olimpico Internazionale gli ha negato il permesso di gareggiare con un casco speciale. L'atleta, reduce da un ottimo quarto posto ai Mondiali del 2025, aveva inizialmente utilizzato il dispositivo durante le sessioni di allenamento sulla pista olimpica, ma ha ricevuto un secco divieto ufficiale lunedì sera. Il casco in questione non è un semplice elemento protettivo, ma un tributo visivo ai colleghi e membri della famiglia olimpica ucraina che hanno perso la vita durante l'invasione russa. Tra i volti ritratti sulle serigrafie grigie compaiono figure come il pattinatore Dmytro Sharpar, caduto nei pressi di Bakhmut, e il giovanissimo biatleta diciannovenne Yevhen Malyshev, ucciso vicino a Kharkiv, oltre al pugile Pavlo Ishchenko.
Vladislav Heraskevych
La Regola 50 e il confine tra tributo e propaganda politica -
La motivazione del Cio per il blocco del casco risiede nell'applicazione della Regola 50 della Carta Olimpica, che vieta categoricamente qualsiasi tipo di manifestazione o propaganda politica, religiosa o razziale all'interno dei siti olimpici. Secondo il Comitato, il casco configurerebbe una violazione di tale norma, nonostante Heraskevych sostenga fermamente che il suo non sia un messaggio politico, bensì un atto di onore verso atleti che non potranno mai più mettere piede in un'arena sportiva. L'atleta ha espresso profonda amarezza, definendo la decisione straziante e accusando il Cio di tradire i membri del movimento olimpico impedendo che la loro memoria venga onorata. Dal canto suo, il Cio ha precisato che inizialmente la federazione ucraina non aveva presentato alcuna richiesta di autorizzazione preventiva, comunicando il divieto solo dopo l'apparizione del casco nelle prove ufficiali. Heraskevych sperava in una maggiore apertura, ricordando come ai Giochi di Pechino 2022 gli fosse stato permesso di esporre il cartello "No War in Ukraine" senza subire sanzioni.
La reazione di Zelensky -
Il caso ha rapidamente scalato i vertici istituzionali, arrivando fino al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha preso le difese del suo portabandiera lodandone l'iniziativa. Zelensky ha ribadito che mostrare i ritratti degli atleti uccisi non dovrebbe essere considerato imbarazzante o inappropriato, poiché rappresenta la verità sul prezzo che l'Ucraina sta pagando per la propria libertà. Secondo il presidente, ricordare questi sacrifici è coerente con la missione storica del movimento olimpico, che deve essere orientata alla pace.
Il Cio: "Potrà indossare fascia nera al braccio" - "Consentiremo di indossare una fascia nera a scopo commemorativo durante le gare, in questo modo cerchiamo di mostrare la nostra compassione e comprensione". Così il portavoce del Cio Mark Adams durante il briefing quotidiano dei Giochi di Milano Cortina a proposito del caso scoppiato attorno al portabandiera ucraino Vladyslav Heraskevych, atleta di skeleton a cui è stato vietato dal Comitato Olimpico Internazionale di indossare un casco commemorativo raffigurante alcuni atleti uccisi durante gli attacchi russi. "Riteniamo che questo sia un buon compromesso - ha aggiunto Adams - Sarà un'eccezione, potrà esprimere il proprio dispiacere in questo modo. Ci sono regole che sono chiare a tutte le delegazioni, è possibile fare una richiesta di eccezione alla regola come ha fatto il comitato ucraino, e la fascetta nera è consentita ma ci devono essere ragioni specifiche".