Il gruppo francese ha annunciato che, nell’ambito del progetto “Chorus” sviluppato insieme alla società di difesa Turgis & Gaillard, potrà arrivare a produrre fino a 600 droni aerei al mese nello stabilimento di Le Mans. Una capacità che, se confermata, moltiplicherebbe in modo significativo la produzione francese in un settore diventato strategico dopo il conflitto in Ucraina.
Produzione in grande serie
L’obiettivo dichiarato è sviluppare in meno di un anno una linea capace di industrializzare la produzione di “munizioni teleoperate a lunga portata”, ovvero droni destinati a colpire il bersaglio esplodendo all’impatto. Renault, però, precisa che si occuperà esclusivamente della struttura del velivolo, senza integrare cariche militari. Il costruttore rivendica la competenza nell’industrializzazione di massa: progettazione, controllo qualità, riduzione dei costi e rispetto dei tempi sono ora messe al servizio della difesa.
Un passo delicato, tra strategia e polemiche
La Francia nel 2025 ha prodotto solo poche centinaia di velivoli, numeri lontanissimi da quelli di altri Paesi, che arrivano fino a un milione l’anno. Da qui la scelta – definita “un rischio” dalle autorità – di coinvolgere l’industria automobilistica per garantire capacità produttiva in caso di necessità. Renault, tuttavia, frena: non punta a diventare un protagonista della difesa e ribadisce che l’impegno dovrà restare compatibile con il core business automobilistico. I sindacati, intanto, hanno già espresso contrarietà, criticando quella che definiscono una “logica guerriera” estranea alla missione originaria dell’azienda.
Industria
Renault oltre le auto: produrrà 600 droni al mese
Lo stabilimento di Le Mans potrà assemblerà i velivoli grazie alla partnership con Turgis & Gaillard
© Getty Images
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