
Coppa Italia, la missione di Sarri: prendersi un trofeo che parla... lombardo
Insieme alla Lazio restano in corsa Como, Atalanta e Inter, l'allenatore toscano è rimasto l'unico "boomer" in mezzo ad avversari "Millennial"

È il torneo delle sorprese. Relative, ma sempre sorprese, come è tradizione della Coppa Italia. Alle semifinali arriva una sola delle prime cinque squadre della classifica di Serie A, l’Inter capolista. Il resto del lotto è composto da quelle formazioni che sono lì a ridosso, che hanno voglia di fare lo scatto finale per assicurarsi un posto in Europa. Ma non è l’unica curiosità di questa “final four”. È quasi una Coppa Lombardia, perché a parte la Lazio, le altre tre candidate alla vittoria finale si trovano all’interno di un triangolo da circa 50 chilometri per lato.
È anche la Coppa degli allenatori giovani. Tre su quattro fanno parte della generazione Millennial: Cristian Chivu (nato nel1980), Raffaele Palladino (1984), Cesc Fabregas (1987). Unico intruso, Maurizio Sarri appartenente alla generazione “Boomer”. Unico anche ad avere un trofeo in bacheca, lo scudetto 2019-20 in piena epoca Covid. Tra Chivu, Palladino e Fabregas, uno può diventare il primo Millennial a conquistare un trofeo nel calcio italiano. Nel caso di Chivu c’è addirittura la possibilità di centrare una clamorosa doppietta, essendo in testa anche al campionato. Per tutti questi motivi e per mille altri ancora, le quattro partite di semifinale saranno uno spettacolo da non perdere sulle reti Mediaset. E qui proviamo ad analizzare le possibilità di ognuna.
LAZIO-ATALANTA
Visto che la semifinale d'andata non è lontana in termini temporali, l’Atalanta parte favorita perché ha l’abbrivio migliore. Il lavoro di Palladino si è sviluppato bene nel tempo dopo essere partito da una posizione complicata. Il 3-0 rifilato alla Juventus nel quarto di finale è stato frutto di una gara impostata molto sulla tenuta difensiva, però la squadra era in salute. Ecco quindi la valutazione:
Lazio ***
Atalanta ****
Le stelline rappresentano in assoluto anche le possibilità di vincere il trofeo. La Lazio sta vivendo una stagione strana e tormentata, iniziata senza la possibilità di effettuare acquisti sul mercato, proseguita con vari problemi ambientali e diversi infortuni, sfociata nella cessione di Castellanos e Guendouzi in un mercato di gennaio che non ha assolutamente soddisfatto la tifoseria. Per tutti questi motivi, Sarri merita tutti i complimenti possibili. Nonostante qualche borbottìo lungo la strada ha portato la squadra in semifinale, ha eliminato un Bologna che era testa di serie numero uno nel tabellone della Coppa, sta facendo giocare la squadra in maniera più che dignitosa nonostante l’emergenza continua. Tra le quattro semifinaliste, anche per motivi di classifica, la Lazio è la meno favorita. Ma il ruolo di underdog, sotto sotto, a Maurizio Sarri piace assai.
COMO-INTER
Normale che l’Inter sia la squadra favorita per la conquista di questo trofeo. Prima in classifica in campionato, pronta a dare battaglia nei playoff per entrare negli ottavi di Champions League, ha tra le sue armi migliori un attacco atomico, con quattro ragazzi che è quasi impossibile arginare. Se nel recente passato ha mostrato dei limiti in occasione degli scontri diretti, questo problema non si presenterà in Coppa, visto che Napoli, Milan e Juventus sono già uscite dalla competizione. Potrebbe se mai esserci il problema del sovraccarico di impegni.
Como ****
Inter *****
Il Como di Fabregas ha dimostrato a Napoli di avere la personalità per puntare ad arrivare in fondo. Ha avuto un po’ di fortuna in alcune circostanze, questo sì, ma se l’è meritata con il coraggio. Non è più la rivelazione di cui si parlava un anno fa, è una certezza sia sul piano del gioco che sul piano dei risultati. Il Como è l’unica delle quattro squadre a non avere mai vinto un trofeo nazionale. Fabregas ha quindi l’occasione per entrare insieme ai suoi ragazzi nella storia del calcio italiano. Certo, deve prima sbarazzarsi di un ostacolo mica semplice.