Politica

Il futuro dell'auto è in discussione in Europa

L'Unione Europea si trova a dover ripensare il suo modello industriale per tornare a essere competitiva in un mondo frammentato

di Tommaso Marcoli

© Getty Images

L'Europa è stretta tra la volontà di riaffermarsi - politicamente e industrialmente - in un mondo avvelenato da tensioni, e le necessità dei singoli Paesi. Mai come in questa, sfavorevole, congiuntura, la Comunità Europea dovrebbe agire come un unico organo superando le distanze e i particolarismi. In Belgio - dunque - l'incontro "informale" assume i contorni di un appuntamento con il destino, dove anche il futuro dell'automobile sarà al centro della discussione.
Made in EU
Il rilancio dell'industria europea sarà uno dei temi attorni a cui i politici dei 27 dovranno in qualche modo fare quadrato. L'autonomia strategica - in questo contesto - assume una certa urgenza considerando le politiche protezionistiche di Trump e quelle espansionistiche della Cina. Tra le proposte, quella di una "preferenza europea" (clausole di salvaguardia e incentivi) quando i prodotti industriali contengono una certa quota di Made in EU e materiale europeo. Non tutti sono d'accordo e alcuni - tra cui la Germania - propendono per un "Made with EU", lasciando così margine a fornitori esterni al Vecchio Continente. 
Cosa succede all'auto elettrica?
Il Green Deal è uno dei protagonisti della giornata. Uno dei programmi più divisivi degli ultimi decenni, dovrà essere ripensato in modo da poter mantenere competitiva l'industria, continuando la transizione "verde". Lo scontro più forte è sull'automotive: Germania, Italia, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca chiedono la revisone del bando ai motori a combustione del 2035. Spagna, Francia, Olanda e Danimarca sostengono l'elettrificazione. Una distanza che si riduce soltanto in materia normativa: la maggior parte dei Paesi è favorevole a una semplificazione normativa per le aziende. Il futuro dell'Europa non è mai stato così in bilico. 

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