L'industria automobilistica cinese ha fatto passi da gigante in poco tempo. Il vantaggio dell'Occidente, accumulato in oltre 100 anni di attività, si è drasticamente ridotto - anche per colpa nostra - e attualmente un modello prodotto in Cina compete ad armi pari con la sua controparte europea. Oltre che sul prodotto finito, i cinesi sono molto migliorati anche sulla componentistica.
Sfida all'Occidente
La sfida all'industria dell'auto tradizionale ha assunto ormai i contorni di una lotta per la sopravvivenza. Pechino insiste sulla necessità di un comparto autonomo e indipendente che sappia realizzare in toto una vettura: dal motore, alla centralina. Gli impianti frenanti sono tra le parti più sensibili e delicate, ma anche ad alto contenuto tecnologico. Dal 1° gennaio 2026 in Cina è possibile omologare sistemi frenanti senza backup idraulico, aprendo la strada agli impianti elettromeccanici: una nuova frontiera per la sicurezza e le prestazioni delle auto.
Corrono tutti
Questi dispositivi sono privi di oli e tubazioni, sostituiti da degli attuatori elettrici che generano la forza frenante. I vantaggi sarebbero un risparmio di peso - soprattutto sulle elettriche - e una calibrazione su misura del conducente della frenata. Trattandosi di un sistema interamente basato sull'elettronica, un errore software potrebbe però essere sufficiente a comprometterne l'efficacia. La competizione è con Brembo, Bosch, Zf e gli altri attori dell'industria Europea. Vedremo chi arriverà per primo, e con quali risultati.
Novità
La Cina sfida Brembo
I freni elettromeccanici potrebbero essere una nuova frontiera industriale per Perchino
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