
Da Costa... d'autorità nel bis di Jeddah: Buemi e Rowland sul podio
Il campione 2020 mette a segno la sua prima affermazione al volante della Gen3 Evo Jaguar

Antonio Félix Da Costa chiude il weekend saudita della Formula E firmando la vittoria di gara-due sul Corniche Circuit di Jeddah. Il pilota portoghese della Jaguar precede sulla linea del traguardo l'elvetico Sebastien Buemi (Envision) e il campione in carica Oliver Rowland (Nissan) che si riscatta dopo un venerdì decisamente sottotraccia. Per Da Costa primo successo dopo il passaggio da Porsche a Jaguar e tredicesimo sigillo personale nel Mondiale elettrico, da lui vinto sei anni fa in piena pandemia. E nella cerimonia della premazione il portoghese esprime la sua gioia festeggiando alla maniera del suo connazionale Ronaldo. Si ferma ai piedi del podio Edoardo Mortara che con la Mahindra era scattato dalla seconda pole position nel giro di ventiquattr'ore. Dan Ticktum chiude la top five davanti al compagno di squadra Josep Maria "Pepe" Martí: una bella giornata per Cupra Kiro.
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Non vanno oltre il settimo e l'ottavo posto Mitch Evans (Jaguar, terzo venerdì) e Pascal Wehrlein che alla vigilia aveva festeggiato con la vittoria e il primo posto della classifica generale l'e-prix numero cento della sua carriera. Gara compromessa da una foratura al diciottesimo giro per Jake Dennis (Andretti) che aveva preso il via dalla prima fila a fianco del poleman Mortara. Jean-Eric Vergne (Citroen) e Taylor Barnard (DS Penske) chiudono la top ten dell'ordine d'arrivo che si rivela invece irraggiungibile - tra gli altri - per l'altro uomo DS Penske Maximilian Guenther (undicesimo) e per l'ex leader della classifica generale Nick Cassidy (Citroen), solo quattordicesimo.
Senza il pit boost di metà distanza (previsto solo per gara-uno di venerdì), il quinto round del campionato si è sviluppato fin dai primi giri in modo esasperatamente tattico, con tutti i concorrenti impegnati a risparmiare energia in vista del finale, alternandosi in particolare al comando. Mortara, Rowland, Da Costa e Buemi si sono più o meno regolarmente dati il cambio davanti ai diretti rivali nella prima metà della prova, senza affondare troppo i colpi nei ruota a ruota. Il registro è poi cambiati dal tredicesimo dei trenta giri in programma e lo ha fatto ulteriormente con le due attivazioni di attack mode da otto minuti totali a disposizione per ciascun concorrente. Una seconda parte di gara molto più dinamica e aggressiva che ha disegnato la classifica finale della gara.
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Nonostante una gara-due non troppo brillante, nella classifica generale Pascal Wehrlein guarda ancora tutti dall'alto in basso con 68 punti, sei in più di quelli fini qui accantonati da Mortara. Terza casella della classifica per Rowland con 49 punti, uno in più di Cassidy che nell'arco del weekend saudita passa suo malgrado dalla leadership alla quarta posizione. Evans è quinto con 47 e precede di due lunghezze Nico Muller. Settima posizione ex-aequo a quota 39 punti per il vincitore di giornata Da Costa e per lo sfortunato Dennis.
Dopo le tre prime tappe nelle Americhe (San Paolo del Brasile, Città del Messico e Miami) e la prima doublehader della dodicesima stagione, il Mondiale va in pausa per più di un mese, fino al primo appuntamento in Europa: quello di sabato 21 marzo a Madrid, sullo storico circuito permanente di Jarama, negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso sede di alcune edizioni del Gran Premio di Spagna di Formula Uno.
Antonio Félix Da Costa
"La strategia era il fattore chiave oggi, ma anche mantenere la track position: da questo punto di vista partendo avanti in griglia il mio compito era più semplice. Poi abbiamo azzeccato il timing per l'attack mode. Ho avuto qualche allarme sul cruscotto nel finale ma niente panico perché ero in gestione. Cambiare squadra sempre una sfida, quindi è bello riconfermarsi".
Sebastien Buemi
"Che lotta per evitare le forature oggi! Se sei davanti risparmi di più perché non devi fare sorpassi, quindi era fondamentale stare sempre lì. Ci sono stati un po' di contatti ma per fortuna non ho avuto forature. Ho risparmiato energia ad inizio gara".
Oliver Rowland
"Ho gestito bene il passo nell'arco della gara. Mi sono tolto un peso dalle spalle, mi serviva il podio. Abbiamo cambiato un po' di cose tra gara-uno e gara-due, direi che ha funzionato".