Venerdì 26 febbraio è il gran giorno: si elegge il nuovo presidente della Fifa, comincia l'era del dopo-Blatter e Gianni Infantino, oggi segretario generale dell'Uefa, si sente vicino a un successo che pare inevitabile dopo aver deciso di candidarsi vista l'impossibilità di Michel Platini, fermato dal Comitato etico, di coronare il sogno di diventare il gran capo della Fifa.
Infantino ha detto di "avere l'appoggio di molti Paesi dell'Africa". Ha fatto questa affermazione nel corso di una conferenza stampa a Città del Capo, a cui ha preso parte insieme a un suo rivale nella corsa alla presidenza dell'ente calcistico mondiale, il businessman sudafricano Tokyo Sexwale.
I due oggi sono andati assieme a Robben Island, per visitare il carcere in cui venne tenuto prigioniero Nelson Mandela e dove venne imprigionato, per ragioni politiche, anche lo stesso Sexwale. "Farò centro in Africa - ha detto Infantino -. Ho la maggioranza dei voti dei presidenti delle Federazioni calcistiche di questo continente. Ne ho parlato con molti di loro, e ora sono fiducioso. Non ho nulla da nascondere".
Infantino ha poi ammesso di consultarsi anche in questo periodo con Michel Platini, suo presidente all'Uefa, sospeso per 8 anni dalla commissione etica della Fifa e quindi impossibilitato a candidarsi. "E' sospeso dalle questioni calcistiche - ha detto Infantino su Platini - ma non gli è stato proibito di parlare con delle persone. Quindi io continuo a parlare con lui, e lo facciamo su molti argomenti".
Presidenza Fifa: Infantino si sente successore di Blatter
Venerdì le elezioni del nuovo presidente Fifa. E a Città del Capo, Infantino parla chiaro
Continua a leggere su sportmediaset