Quella di Napoli è stata, per certi versi, la vera prova di maturità per il Milan. E la squadra di Mihajlovic si è preparata ad uno degli esami più difficili con diligenza: con ordine e senza distrazioni ha portato a casa un pareggio pesante in ottica campionato per il Napoli e confortante in vista della rincorsa Champions per gli stessi rossoneri, nonostante il distacco dal terzo posto sia aumentato.
Certo, la storia rossonera non è fatta di squadre "operaie", ma va dato atto all'allenatore serbo di aver compattato la squadra e di aver risolto tanti dei problemi emersi ad inizio stagione. Facendo un semplice ma efficace confronto statistico, nelle prime sette giornate del girone d'andata il Milan aveva collezionato tre vittorie e quattro sconfitte, per un totale di 9 punti. Tutta un'altra musica nel ritorno: le stesse sette sfide hanno permesso al Milan di collezionare 15 punti, con quattro vittorie e tre pari.
Cosa è cambiato? La partita di Napoli è un manifesto abbastanza evidente di quanto la mano di Mihajlovic abbia inciso sull'impianto e sulla filosofia di gioco rossoneri. Perché se è vero che in casa rossonera l'aspirazione massima è sempre stata legata al bel gioco, il tecnico serbo ha percorso la sua strada, quella che meglio conosce, e anche la più conveniente da usare sfruttando le caratteristiche in rosa.
Il Milan ora è quadrato, presenta un 4-4-2 nel quale non ci si vergogna di difendere anche con un blocco un po' basso, ma efficace (e nel quale anche Zapata ha dimostrato di poter tornare ai suoi livelli più alti). Il tanto vituperato Montolivo ha beneficiato della solidità di Kucka e ha aumentato rendimento e sicurezza, Bonaventura e Honda offrono le giocate di fantasia. Vero che a Napoli Bacca è stato serivito poco e si è nascosto per lunghi tratti, ma gli ingressi nel finale di Balotelli e Menez (pur con il francese ancora lontano da una condizione accettabile) hanno lasciato a Mihajlovic la sensazione di aver trovato le armi in più per dare l'assalto alla Champions. Che è si un po' più lontana (8 punti sono tanti), ma che può essere un sogno non troppo remoto se l'attitudine resterà quella dimostrata al San Paolo.