La Juventus esce sconfitta da San Siro dopo aver meritato il pareggio almeno per quanto fatto in campo, prima e dopo l'ingiusta espulsione di Kalulu. Uno stop, che, per come è venuto, ha fatto arrabbiare non poco i tifosi bianconeri, ma anche Luciano Spalletti. Il tecnico toscano e la dirigenza hanno mostrato tutta la loro rabbia nei confronti dell'arbitro La Penna nel tunnel al rientro dal primo tempo. Nel post partita, poi, non si è presentato nessuno juventino, se non gli stessi Damien Comolli e Giorgio Chiellini, protagonisti delle veementi proteste nei confronti del direttore di gara dopo i primi 45' di gioco. "Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo oggi, è successo qualcosa di inaccettabile. L'ennesimo episodio da inizio stagione che capita a noi ma anche ad altri, non è accettabile un errore così che rovina una partita del genere. Questo è lo spettacolo che diamo nel mondo e bisogna cambiare subito", ha tuonato l'ex difensore a Sky.
"Il protocollo Var andrà cambiato, ma a volte vengono prese decisioni affrettate. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi a lamentarci, hanno già parlato anche Conte, De Rossi e altri", ha aggiunto. Parlando ancora del gruppo arbitrale: "In questo momento c'è un gruppo che non funziona e in certe situazioni dovrebbe esserci anche qualcuno che ci mette la faccia (Rocchi, ndr) e che in questo momento va a dire a tutti che a fine anno che andrà via, vediamo cosa succederà. Non era allo stadio in una partita del genere, capiremo cosa succederà in futuro".
Durissime anche le parole dell'ad Comolli: "Come club siamo in imbarazzo, è stato imbarazzante quello che è stato visto in tutto il mondo stasera. È una somma di episodi che ci accadono dall'inizio della stagione. E' molto difficile accettare situazioni come queste. L'allenatore e i giocatori sono molto frustrati, così come i nostri tifosi. Voglio parlare con i nostri tifosi e scusarmi. Stasera non abbiamo potuto giocare la partita che volevamo, non abbiamo potuto giocare a calcio. Abbiamo perso tre punti, il calcio italiano invece ha perso la sua credibilità. Questo è inaccettabile. Come club siamo tutti uniti, combatteremo fino alla fine, ovviamente".