IL CASO

Spalletti, cambia maglia ma non l'ingiustizia: da Pjanic a Kalulu, il colpevole è sempre il regolamento

Il caso Bastoni ricorda l’episodio del 2018, quando il bosianco non venne espulso per l'entrata su Rafinha. A pagare il conto è sempre l'ex ct

Cambia il colore della maglia, non la sensazione di ingiustizia. Luciano Spalletti deve aver vissuto una sorta di deja-vu ieri sera a San Siro quando il Var non ha potuto correggere l'errore dell'arbitro La Penna, reo di aver estratto il secondo giallo a Kalulu per un leggerissimo tocco sul petto di Bastoni. Una situazione diversa, ma infondo simile, a quanto vissuto nell'aprile di 8 anni fa. Stesso stadio, stessa partita. L'ex ct al tempo però era sulla panchina dei nerazzurri. La Juve si giocava lo scudetto con il Napoli di Sarri, l'Inter era in corsa con la Lazio per l’ultimo posto Champions disponibile. In quel derby d'Italia il nerazzurro Matias Vecino venne espulso contrariamente a quanto accadde a Miralem Pjanic, colpevole di un'entrata scomposta e pericolosa su Rafinha con un giallo già sul groppone. Sia oggi come al tempo il Var non è potuto intervenire e a pagare le conseguenze di una regola chiaramente sbagliata è ancora la squadra di Spalletti. In quel caso l'Inter a fine stagione riuscì comunque a ottenere il quarto posto in extremis, il tecnico oggi bianconero spera che questo precedente possa essere di buon auspicio per l'esito finale della stagione. 

Dopo 8 anni il colpevole rimane sempre lo stesso: il regolamento. Il Var in caso di seconda ammonizione (o mancato secondo giallo) non può intervenire. Un paradosso grosso ed evidente a tutti ma che dal tempo dell'introduzione della tecnologia non è mai stato aggiustato. Ora sembra, finalmente, arrivato il momento in cui questa regola verrà cambiata. Meglio tardi che mai verrebbe da dire.