La storia dell’autostrada Asti-Cuneo (A33) è una delle più contestate e travagliate nel panorama infrastrutturale italiano. Ideata negli anni ‘80 e concepita come collegamento strategico per il Nord-Ovest, l’opera ha richiesto oltre tre decenni per essere portata a termine, costando molto più del previsto e diventando spesso oggetto di ironia e polemiche per i ritardi dovuti a problemi burocratici, finanziari e tecnici.
Una strada fondamentale
L’idea di una strada a pedaggio tra Asti e Cuneo risale al 1985, con la prima concessione firmata nel 1991. Tuttavia, l’avvio dei lavori effettivi è slittato fino alla fine degli anni ’90 e la costruzione ha proceduto a singhiozzo per decenni, tra fasi di cantieri attivi e lunghi periodi di stallo che hanno portato ad avere tratti realizzati isolatamente, incluso il famoso “moncone” che finiva nel vuoto e divenuto simbolo dell’incompiuta. Dopo anni di blocco tra il 2012 e il 2020, è stato necessario ripensare parti del progetto, eliminando alcune soluzioni costose come la galleria prevista e introducendo viadotti alternativi.
Costi in aumento
Con questi aggiustamenti e lo sblocco degli stanziamenti da parte del Cipe e della società concessionaria, l’opera ha infine visto l’apertura dell’ultimo tratto alla fine del 2025, con completamento definitivo dei lavori previsto per aprile 2026. Questa lunga gestazione ha avuto un forte impatto sui costi: l’autostrada, che era stata inizialmente stimata intorno agli 800 milioni nel piano originario, ha visto proiezioni complessive salire a oltre 1,4 miliardi di euro. Solo gli ultimi due lotti, tra Alba Ovest e il viadotto di Cherasco, hanno comportato un investimento di circa 360 milioni. Inoltre dal 2026 è previsto un aumento dei pedaggi dell’1,5% sul tratto A33, nuova componente di onere per gli utenti.
Infrastrutture
La strana storia dell'autostrada Asti-Cuneo
Pensata negli anni ’80 come collegamento fondamentale tra le due città del Piemonte, l’A33 è diventata per decenni il simbolo delle infrastrutture incompiute italiane
© Foto da web
Continua a leggere su sportmediaset