Pep Guardiola dal 2008 al 2012 ha disegnato il solco del calcio blaugrana, quel tipo di calcio che ruba l'occhio e miete successi come nessun altro club in Europa: il Barcellona. Luis Enrique ce l'ha fatta a seguire quel solco, al primo impatto, cambiando qualcosa e godendosi il talento del miglior Messi, di Suarez e di Neymar, tanto per restare tra i fenomeni del gol. E visto che sul ponte di comando del Barcellona ci sta gente che guarda lontano, molto lontano, arrivando prima degli altri, ecco che l'alta dirigenza si sta ponendo il problema di cosa sarà l'eventuale dopo-Luis Enrique.
Il contratto del tecnico scade nel 2017, ben lontana è l'idea dell'abbandono, reciproco. Ma si sa che certe panchine, seppure splendide e vincenti, logorano. Il logorio subito da Guardiola, per esempio, dopo quattro stagioni straordinarie al Barcellona: nel 2012 la necessità di dire basta e di prendersi addirittura un anno di riposo. Quel logorio che, chissà, potrebbe sopraggiungere anche per Luis Enrique e comunque sia un elenco di papabili successori va completato.
E nella casella (forse) più in alto delle altre a quanto pare c'è il nome di Paulo Sousa, il tecnico della Fiorentina e il tessitore di quel calcio che sa tanto di filosofia blaugrana. E che possiede anche quel physique du role che è un tratto distintivo, se vogliamo: come per Guardiola e Luis Enrique.
Tempi e modi per dire qualcosa di più preciso non esistono in questo momento. Siamo sulla lista delle suggestioni (idee) di calcio-mercato per captarne segnali e tendenze. Questa però è una tendenza che va segnalata. Sapendo che Sousa e la Fiorentina sono in grado, oggi, di godersi i frutti di questa splendida stagione. E di quelle che verranno.
Barcellona: da Pep a Luis, pensando a Paulo
Filosofia del calcio, di un certo modo di giocare: ecco perché a Barcellona seguono da vicino Paulo Sousa
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