Industria

Ford chiede a Trump di aprire alla Cina

L'obiettivo sarebbe quello di realizzare joint venture e collaborazioni per costruire automobili elettriche

di Redazione Drive Up

© Getty Images

La promessa che ha portato Donald Trump a vincere le elezioni del 2024 era di rendere l'America di nuovo grande. Per farlo, il Tycoon ha elaborato una precisa ricetta: favorire la reindustrializzazione imponendo dazi alla maggior parte degli altri Paesi, Cina in particolare. Pechino è considerata una minaccia strategica e le tensioni sono lontane da una distensione. In questo contesto politico-economico esplosivo, sembra fuori luogo la richiesta di Ford di costruire automobili elettriche in collaborazione con i cinesi.
Produrre in casa
Le severe misure promosse da Trump non sembrano aver ottenuto l'effetto desiderato e la produzione negli USA non è aumentata. Anzi, l'industria automobilistica si trova in seria difficoltà nel Paese e - da questi presupposti - l'Amministratore Delegato di Ford Jim Farley avrebbe suggerito di consentire lo sviluppo di joint venture con aziende cinesi per produrre automobili elettriche in America. Secondo Bloomberg, la richiesta sarebbe ancora in fase di valutazione ma non è da escludere che il progetto si realizzi.
Vantaggio competitivo
La Cina è di gran lunga il primo produttore al mondo di automobili elettriche. Il suo vantaggio competitivo accumulato negli anni le permette ora di assicurarsi quote di mercato crescenti anche in Europa e Canada (che ha di recente firmato un accordo di collaborazione). Trump sembra aver "ammorbidito" la sua posizione nei confronti di Pechino - entro fine anno incontrerà Xi Jinping - e un ingresso controllato di componenti e tecnologia cinese non è più da escludere a priori. Ford avrebbe avuto discussioni con BYD e Geely su possibili partnership ma la politica è divisa tra timori e opportunità. La strada è ancora lunga. 

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