L'eredità che i Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 lasceranno al capoluogo lombardo non sarà solo un'arena nuova di zecca. Il futuristico Pala Santagiulia, infatti, è stato il catino della passione, mai sopita, degli appassionati meneghini per una sport che sotto il Duomo manca ormai da troppo tempo: l'hockey su ghiaccio. Lo abbiamo constatato di persona in occasione del vibrante debutto del Blue Team contro la Svezia e ne abbiamo avuto conferma assistendo live anche alla finale per la medaglia di bronzo del torneo femminile tra Svezia e Svizzera. Grazie all'invito di AB InBev, il primo gruppo birrario Worldwide Olympic Partner, con Corona Cero, abbiamo vissuto in prima fila e fin dalla visita a Casa Italia e ai suoi tanti eventi e spazi (dalle mostre ai piatti di chef Davide Oldani) nella splendida location della Triennale, uno dei momenti clou della rassegna a cinque cerchi per quanto riguarda Milano. Alla fine l'ha spuntata la squadra elvetica con il gol di Alina Muller nel tempo supplementare, perfetta sintesi di quello che l'hockey su ghiaccio sa regalare.
Se ne sono accorti in tanti in città e non solo gli appassionati di vecchia data. La nuova arena di Rogoredo è stata riempita fin dal primo giorno di apertura. Riempita da tifosi provenienti da tutto il mondo, è vero, ma anche da tanti italiani. Competenti, sì, ma pure curiosi, ragazzi, scolaresche, gente che non aveva mai visto una sfida di hockey e che ne è rimasta affascinata. Non solo per la maestosa struttura che li ospitava. Perché l'hockey è velocità, è confronto fisico duro ma leale (qui non si simula), è capacità tecniche, è occasioni da gol senza soluzione di continuità, è un susseguirsi di emozioni, è festa sugli spalti. E dal vivo sa coinvolgere come poche altre discipline.
Certo, in Italia è confinato all'arco alpino, ma non per questo Milano può continuare a permettersi di non avere una sua squadra. E pensare che nemmeno tanti anni fa qui si giocava pure un accesissimo derby...
Ovvio, prima di tutto serve una casa, perché Santagiulia, oggi, è sovradimensionata per un campionato nazionale ed è stata costruita con altri programmi, non solo sportivi. Per questo si sta lavorando per riportare in vita l'Agorà e per questo la Fiera ha annunciato che verrà allestito un impianto temporaneo da dividere tra hockey e pattinaggio di figura. L'esperimento nei padiglioni di Rho ha funzionato, è giusto ripeterlo e gettare le basi per qualcosa di più importante e duraturo.
Ormai siamo agli sgoccioli del torneo olimpico e domenica, dopo che si sarà assegnata la medaglia d'oro maschile, la speranza è che non cali il sipario anche su questo sport. La piazza di Milano è troppo affamata per restare ancora a digiuno. I Giochi invernali hanno dato la scossa, ora tocca a istituzioni e privati fare il secondo passo. Solo così si potrà parlare di vera eredità. Un'occasione da non perdere.