MILANO-CORTINA 2026

Atleti russi con bandiera e inno alle Paralimpiadi, Heraskevych all'attacco: "È uno scandalo"

Lo skeletonista ucraino escluso per il suo casco in ricordo dei connazionali uccisi si scaglia contro l'IPC e ringrazia l'Italia e gli italiani

© italyphotopress

Vladyslav Heraskevych, l'atleta ucraino dello skeleton escluso dalla sua gara dal Comitato Olimpico Internazionale per l'intenzione di scendere sul budello di Cortina con un casco speciale che raffigurava i volto dei 24 suoi connazionali sportivi uccisi nella guerra d'invasione russa in Ucraina, ha parlato dell'accoglienza degli italiani alla delegazione del suo paese a Milano e a Cortina, della decisione presa dal CIO nei suoi confronti e della bufera relativa alla decisione del Comiato Paralimpico Internazionale di ammettere atleti russi e bielorussi con inni e bandiere alle prossime Paralimpiadi Invernali.

Lo skeletonista emozionato per come tutti gli italiani hanno sostenuto l'Ucraina fin dalla cerimonia d'apertura dei Giochi. Così Heraskevych nell'intervista rilasciata a Il Corriere della Sera: "L'applauso che ho ricevuto con il mio team a Cortina rimarrà per tutta la vita". L'atleta continua a ringraziare i tifosi e i cittadini italiani per come lo hanno sostenuto dopo la decisione del CIO di squalificarlo dalle gare per il suo casco in memoria degli sportivi ucraini vittime del conflitto: "Sapevo che gli italiani sono gente calorosa, ma davvero mi ha commosso tanta simpatia così spontanea".

L'atleta ucraino ha rivelato quando ha deciso di utilizzare quel casco commemorativo della tragedia degli atleti ucraini: "Tre o quattro settimane prima dell'inizio delle Olimpiadi". Ma fa notare che non era una novità per lui: "L'avevo già fatto in altre competizioni".

Heraskevych si oppone fermamente alla scelta del Comitato Paralimpico Internazionale di non solo riammettere atleti russi e bielorussi alle Paralimpiadi in programma dal 6 al 15 marzo, ma permettendo l'esecuzione dell'inno e l'esposizione delle bandiere. Alle Olimpiadi i russi stanno partecipando come atleti russi indipendenti senza possibilità di esporre i loro vessilli o di sentire l'inno in caso di oro. Il ventisettenne si dice scioccato: "Mi fa perdere la speranza, come se non ci fosse giustizia. Così all'improvviso si cambiano le regole e adesso possono correre sotto la loro bandiera nazionale". Heraskevych grida allo scandalo, perché a differenza di quanto non concesso a lui dal CIO: "L'IPC li lascia correre con le loro bandiere sui caschi e non sono soggetti a sanzioni mentre l'atelta ucraino squalificato senza ragione, mi sono limitato a ricordare i nostri connazionali uccisi".