PRIMATO

Oltre gli infortuni e la stanchezza, Chivu è un "deb" da record: nessuno mai come lui nella storia dell'Inter

Il successo di Lecce porta la firma del tecnico che alla sua prima stagione sta tenendo un ritmo indiavolato

Senza Lautaro, senza Calhanoglu, senza Barella e ancora senza Dumfries. Con Zielinski recuperato all'ultimo, Frattesi appena sfebbrato e De Vrij rilanciato al centro della difesa. E in attacco con un ragazzo di 20 anni diventato ormai certezza, Pio Esposito, e un altro di 22, Bonny, gettato nella mischia con profitto al posto di un senatore, Thuram, nel finale di partita alla ricerca della vittoria. Poi i gol, che sono arrivati con Mkhitaryan e Akanji, opzioni azzeccatissime pescate dalla panchina, e con il contributo del solito imprescindibile Dimarco. Il tutto a meno di 70 ore dalla sfida di Bodo. Ecco perché la vittoria dell'Inter a Lecce ha nel presente e in prospettiva un peso specifico non da poco. Ed è un successo che porta a chiare lettere la firma del suo allenatore, di un Chivu che ha indovinato tutte le mosse, compresa quella di rilanciare, valorizzare, proteggere Bastoni, preso di mira dal pubblico leccese a ogni tocco di palla, ma perfetto o quasi in ogni suo intervento.

L'Inter dunque vince, continua a farlo, e tiene un ritmo indiavolato. Merito del gruppo ma, ribadiamolo, merito anche di un allenatore che mese dopo mese sta emergendo in tutta la sua capacità. Prova ne sia un dato: nella storia del club nerazzurro, infatti, non c’è mai stato un tecnico che al primo anno di Inter, giunti alla 26esima di campionato, abbia sommato più punti (64) di Chivu. Meglio di Mourinho (60), meglio di Weisz (59), meglio di Invernizzi (63), solo per citare i suoi predecessori. Ma anche meglio, in assoluto, rispetto a Liedholm (63) e Sarri (63). In Serie A c’è solo un allenatore che ha saputo fare di più, ovvero Carlo Carcano, che nella stagione 30/31 alla ventiseiesima di campionato aveva raccolto 65 punti (attribuendo a lui come a Liedholm, a Weisz e a Invernizzi tre punti a vittoria). Dati che rendono bene ciò che Chivu sta facendo. Un merito da condividere con "il gruppo di ragazzi fantastici" alle sue dipendenze (parole sue) ma anche con chi, la scorsa estate, ha avuto il coraggio di riportarlo a Milano e mettere l'Inter nelle sue mani.