Sebbene ora la decisione di lasciare tutto e intraprendere un viaggio in giro per il mondo abbia persino un nome (vanlife), scegliere di girovagare per i Continenti a bordo di una vettura negli anni '90 richiedeva una certa dose di imprudenza. L'assenza di mappe aggiornate e comunicazioni in tempo reale, rendeva l'avventura una sfida contro se stessi e l'ambiente circostante: verso l'ignoto e senza poter contare sul supporto di soccorsi.
Una storia di coraggio
Gunther Holtorf (1937-2021) era un manager di successo che, dopo aver maturato esperienze con Lufthansa e Hapag-Lloyd, si dimise per intraprendere un viaggio on the road. Il veicolo protagonista dell'impresa fu la sua Mercedes Classe G ribattezzata "Otto"; la compagna di viaggio la sua terza moglie Christine. L'itinerario sarebbe dovuto durare 18 mesi in Africa; durò 5 anni e la coppia attraversò per intero il Continente da Tunisi a Città del Capo. Da lì, decisero di proseguire verso l'America imbarcando il fuoristrada.
Pionieri
Il viaggio riprese tra centro e Sud America attraverso foreste e deserti, sempre a bordo di Otto. I primi anni 2000 furono trascorsi ininterrottamente in viaggio finché Christine non sviluppò una malattia che le impedì di proseguire. Gunther sospese l'impresa per le cure ma quando la moglie incontrò il suo destino, decise di ripartire per portarla a termine. Quando la concluse, 26 anni dopo la partenza, i Paesi attraversati erano 176 e i chilometri percorsi 900 mila. Holtorf fu il primo occidentale a guidare in Nord Corea e la sua mappa di jakarta è stata la prima dettagliata della città. Morì nel 2021 e la sua Classe G è conservata al museo Mercedes.