Piloti

Red Bull che rischio! La monoposto di Tsunoda va a fuoco

A San Francisco il giapponese riporta in vita la monoposto campione del mondo 2011. Ma nel finale il V8 si infiamma e lo spettacolo si interrompe bruscamente

di Tommaso Marcoli

© Foto da web

Ci sono auto che appartengono a un’epoca. E poi ci sono quelle che, appena riaccese, riescono ancora a imporsi con la stessa autorità di allora. È il caso della Red Bull RB7, riportata in azione questo fine settimana tra i grattacieli di San Francisco. Anche se non tutto sembra essere andato secondo i piani.

Iconica
Al volante c’era Yuki Tsunoda, tornato a guidare una Formula 1 dopo mesi lontano dai riflettori. Pur non essendo più titolare, il giapponese resta sotto contratto con Red Bull Racing, che lo ha scelto per un’esibizione pensata per celebrare il passato vincente della squadra. La RB7 non è una monoposto qualsiasi: con lei Red Bull dominò la stagione 2011, imponendo un’era tecnica e sportiva. Rivederla in azione, con il suo V8 aspirato urlante, ha acceso l’entusiasmo del pubblico americano.
Che rischio
Nel finale, Tsunoda ha deciso di chiudere lo show con qualche donut, il classico rituale da esibizione. Ma qualcosa è andato oltre il copione, perché oltre al fumo degli pneumatici, è comparso quello ben più preoccupante proveniente dal retrotreno. In pochi istanti il motore ha preso fuoco. Il pilota è sceso rapidamente dall’abitacolo, mentre i soccorsi intervenivano per spegnere l’incendio. Nessuna conseguenza fisica per Tsunoda e nessun danno a persone o strutture, ma la storica monoposto iridata avrà bisogno di cure.