VERSO INTER-BODO/GLIMT

Inter, Chivu: "Sappiamo di poter vincere: serve stare tranquilli e non dobbiamo avere pressione"

Il tecnico nerazzurro alla vigilia del ritorno dei playoff di Champions: "All'andata potevamo fare meglio"

Serve un'impresa, di quelle che restano nella memoria. Serve ribaltare il ko dell'andata vincendo con almeno tre gol di scarto. L'Inter vuole gli ottavi di Champions, ma la realtà è che il Bodo/Glimt parte con tutti i favori del pronostico forte del 3-1 di settimana scorsa: San Siro promette tuttavia di essere una bolgia, il dodicesimo uomo che può contribuire a fare la differenza. Poi toccherà a loro, agli uomini che stanno facendo il vuoto in Serie A e possono/devono continuare a credere nell'Europa.

 L'ultimo weekend di campionato, con i tre punti guadagnati sul Milan, ha oltretutto fornito quella dose di entusiasmo in più da riversare domani sera sul campo: "Partita per partita stiamo cercando di costruire il nostro percorso. Siamo pronti, sia fisicamente che mentalmente per affrontare questa partita e quelle che poi arriveranno in campionato" ha dichiarato Chivu alla vigilia del match. "Dobbiamo essere pronti sotto tutti i punti di vista, giocare con tranquillità e non sentire la pressione. Sappiamo di poter vincere: mi interessa l'approccio che avremo. Dell'andata resta l'amarezza per il risultato, potevamo fare meglio ma abbiamo resettato e siamo subito ripartiti. E' la forza di questa squadra."

LA CONFERENZA STAMPA DI MISTER CHIVU
Cosa vi ha insegnato il match d'andata in Norvegia?
"Quello che già sapevamo prima. Che non sarebbe stata facile, che avremmo dovuto adattarci meglio al clima partita. Non siamo stati in grado di farlo, ma sapevamo della forza della squadra. Non era un caso quanto fatto nel girone. Sapevamo potessero metterci in difficoltà, purtroppo non siamo stati all'altezza in alcuni momenti. Speriamo domani non accada di nuovo".

L’assenza di un leader come Lautaro inciderà? E come cambia ora la sua squadra?
“Abbiamo tanti leader, tutti quelli che scendono in campo danno il loro apporto. Lo fanno bene da inizio stagione, si sentono in fiducia. Sanno tutti che il loro contributo è fondamentale. Mi prendo la loro leadership, la voglia, fame e l’umiltà di questi mesi. Speriamo di continuare a marciare con questi fondamenti”.

La sua squadra quanto è convinta della propria forza?
“Lo fanno vedere da tre mesi a questa parte, con gli alti e bassi che non hanno tolto fiducia e autostima. Continuiamo a sperare di essere competitivi, lo facciamo vedere. Non c’entra nulla una battaglia persa, quello che conta è dare il massimo, colpo su colpo e partita su partita”.

Il fattore psicologico quanto può pesare domani?
“Noi non abbiamo l’obbligo di rimontare, ma il dovere di provarci. Dobbiamo entrare in campo fiduciosi, sapendo che se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Non dobbiamo perdere equilibrio, fiducia e autostima. Una gara può durare anche 120 minuti più rigori, dobbiamo essere pronti dall’inizio. Non bisogna avere la disperazione di fare gol all’inizio, facendoci poi magari sorprendere da quel che non accade subito”.

Il vantaggio sul Milan è raddoppiato in cinque giorni. Cambia l'approccio a questa partita?
"Sappiamo che abbiamo perso 3-1 all'andata, non c'entra nulla il campionato. Dobbiamo fare di tutto per essere competitivi. Se vogliamo avere la possibilità di passare il turno, dobbiamo essere la nostra miglior versione, senza pensare ad altro".

C'è un piano particolare in una partita del genere?
"Non dobbiamo stravolgere niente nel piano gara. Dobbiamo ovviamente recuperare un risultato, ma non ci possiamo permettere di perdere fiducia e autostima. Una partita dura 90'. Possiamo anche subire gol, ma non vuol dire nulla: si continuerebbe nel caso a cercare la rimonta. Bisogna trovare la maturità e la serenità nell'affrontare determinare cose. Si deve trovare la concretezza, la personalità, l'organizzazione, l'equilibrio. Serve anche il valore individuale di questi giocatori. In una partita di calcio c'è bisogno di tanti ingredienti per raggiungere l'obiettivo".

Quanto può essere importante l’apporto dello stadio domani?
“Importante che i ragazzi ritrovino l’erba (a Bodo si è giocato sul sintetico, ndr)”.

Ricorda qualche sua rimonta importante da giocatore? Come preparavano questi match i suoi allenatori?
“Io ero uno che non ascoltava l’allenatore, né prima, né dopo. Mi affidavo ai miei pensieri, alla mia responsabilità e fiducia. Ero più preoccupato di essere all’altezza dei miei compagni, non potevo e non volevo deluderli: questo era il mio primo pensiero. Se avessi ascoltato i consigli dell’allenatore avrei ottenuto qualcosina in più, ma siccome ero testardo ho solo pensato ai compagni e a me per non deludere le loro aspettative. Non c’è bisogno di motivarli, sanno quanto è importante. Hanno visto in Norvegia che la partita è a rischio, ma se c’è una squadra che può ribaltare un risultato del genere, siamo noi. Il Bodo è una squadra organizzata, fa buone cose e con intensità e determinazione. Dobbiamo aggiungere qualcosina in più rispetto a quello che fanno loro”.

Sul piano offensivo cambia la preparazione con più gol da dover fare?
“Le statistiche dicono che facciamo più di due gol a partita. Abbiamo fatto belle partite, segnato, raggiunto buoni livelli. La partita non può essere preparata per questo diversamente dalle altre, non posso pretendere qualcosa in più. Dobbiamo cercare di evitare errori dell’andata, semplificando alcune richieste e la proposta in campo. Il contesto era talmente strano, in un campo in cui non eravamo abituati a starci. Subentra anche la paura di non infortunarsi, va gestita e non sottovalutata. So come la pensano i giocatori, difficile fargli cambiare idea. Dobbiamo essere consapevoli di cosa siamo e cosa possiamo fare”.

La questione Bastoni influirà ancora?
"Abbiamo avuto una brutta settimana, ma sono orgoglioso di quello che ha fatto il ragazzo in campo. Non era facile fare quella partita, senza farsi influenzare. Ora siamo concentrati però sul futuro e sulla prossima gara che dobbiamo affrontare domani sera".

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