Ricavi non dichiarati al fisco per circa due milioni, e altri 230mila euro di Iva indebitamente detratta. Sono le frodi fiscali che la Guardia di Finanza contesta alla Imolese Calcio, che attualmente milita in serie D ma che negli anni al centro delle indagini, quelli fra il 2018 e il 2023, era in Lega Pro. Due dirigenti della società sono stati denunciati alla Procura di Bologna per indebita compensazione di crediti fiscali inesistenti, reato che prevede pene fino a sei anni di reclusione.
Le Fiamme Gialle hanno inoltre eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie riconducibili alla società e ai suoi rappresentanti legali, per un valore di circa 160 mila euro. Si tratta di conti correnti, auto, moto, terreni e immobili situati anche nella provincia di Siracusa e nel Bellunese. Gli atti sono inoltre stati trasmessi al Covisoc, organo di vigilanza della Figc, per eventuali provvedimenti sul piano sportivo.
L'indagine è partita da una verifica fiscale sui conti del club, per la circostanza 'sospetta' di circa 200 mila euro di crediti fiscali che la società calcistica risultava aver acquistato da un'impresa edile di Pisa per adempiere i propri debito tributari. Quei crediti, legati al 'bonus facciate', secondo quanto accertato dai finanzieri della compagnia di Imola erano in realtà inesistenti, perché riferiti a lavori mai eseguiti. Ulteriori approfondimenti sulla contabilità societaria, che gli investigatori definiscono 'frammentaria', hanno inoltre portato alla luce circa 2 milioni di ricavi ritenuti non dichiarati al fisco, e un'Iva detratta indebitamente per oltre 230 mila euro. Per altre vicende, l'Imolese Calcio da fine ottobre 2025 è in liquidazione giudiziale.