Il VAR a chiamata in Serie A? Per ora si tratta solamente di una suggestione, ma nelle prossime settimane è una questione che sarà sicuramente discussa tra arbitri e squadre. In Italia, pioniere del VAR a chiamata è il campionato di Serie C che da inizio stagione ha introdotto l'FVS (Football Video Support). Per comprendere meglio l'efficacia di questa nuova tecnologia, la redazione di SportMediaset ha intervistato in esclusiva Giulio Gallazzi, presidente e proprietario dell'Alcione Milano e Consigliere Federale in quota Serie C.
Ci spiega come funziona e perché avete deciso di introdurlo quest’anno?
"L'FVS nasce da un progetto pilota che è stato sviluppato anche sotto l'egida di Pierluigi Collina, che è il massimo rappresentante della classe arbitrale all'interno della FIFA, come modello che riuscisse a coniugare efficienza, quindi un costo modulare e comunque più efficiente rispetto all'altra versione di VAR, ed efficacia della direzione arbitrale, avendo soprattutto la caratteristica di svolgersi sul campo responsabilizzando l'arbitro che supportato dalla tecnologia sarà comunque unico decisore. Oggi il VAR, così come è pensato per Serie A e B, lavora con un centro operativo distaccato a Lissone che ha determinate funzioni di controllo, di verifica e di interazione con l'arbitro sul campo, ma che interferisce in maniera rilevante e a volte decisiva sulla decisione. L'FVS ripeto, invece, è un qualcosa che si sviluppa sul campo, al lato del campo stesso e che funzione come supporto tecnologico all'arbitro nel prendere la decisione definitiva. In questa caratteristica fondamentale, l'FVS come strumento utile alla decisione che rimane comunque unicamente in capo all'arbitro differisce dal VAR. Poi è chiaro che l'FVS, nella versione utilizzata in Serie C, utilizza i mezzi tecnologici disponibili per la Serie C, che sono sostanzialmente oggi una sola telecamera attiva, ma potenzialmente è una tecnologia scalabile potendo valutare di aumentare i "punti di vista" e quindi aumentare le telecamere. Il VAR, invece, ha una serie di telecamere che rende la visione molto più ampia, chiara e nitida degli interventi. L'FVS, pur nella limitazione di operare oggi in Serie C con un'unica telecamera, ha certamente portato un cambiamento epocale: la soddisfazione delle squadre di Serie C è condivisa e solida perché ovviamente il modello dell'FVS consente alla squadra di avere due chiamate a propria tutela, consegnando il cartellino: in caso di chiamata corretta, il cartellino viene restituito e quindi rimangono le possibilità di due richieste di verifica. Se invece la chiamata ottiene risposta di conferma della decisione già presa dall'arbitro, il cartellino è perso e quindi viene scalato. La squadra, si è notato, ha sviluppato un uso responsabile di queste domande FVS, perché lo farà nel momento in cui è ragionevolmente certa che la domanda sia corretta".
Quali sono stati i benefici che ha portato in Serie C?
"Si pensava che potesse allungare le partite riducendo il tempo effettivo, in verità dati alla mano riduce i tempi inattivi legati a simulazioni o contestazioni e aumenta il tempo effettivo di gioco. I tempi che si utilizzano per l'FVS sono abbastanza certi, ma l'effetto ottenuto è l'enorme riduzione di contestazioni e le simulazioni: le simulazioni che vengono fatte per indurre l'arbitro a prendere una determinata decisione vengono ridotte esponenzialmente perché sono immediatamente verificabili dall'altra parte. Il tempo di gioco effettivo è aumentato, viene ridotta l'animosità e quindi il conflitto che normalmente si crea in campo. C'è una maggior accettazione della decisione arbitrale. Il numero delle ammonizioni e delle espulsioni si è ridotto: essendoci la possibilità della chiamata, è evidente che il giocatore assume un comportamento che tiene conto di questo aspetto e quindi si riducono anche le possibilità di contestazioni, di animosità e di reazioni che poi verrebbero immediatamente verificate. Esiste una maggiore collaborazione in campo e le partite sono sicuramente più concentrate sulla sfida sportiva".
In futuro pensate di introdurre un tempo effettivo uguale per tutti?
"Andare a toccare il tempo effettivo significa cambiare una regola del gioco, non è un tema di cui oggi se ne parla effettivamente. L'FVS contribuisce a migliorare quello che è il problema riduzione del tempo effettivo. Insomma, nel problema è stata trovata una prima soluzione senza modificare le regole del gioco, una soluzione di maggiore efficienza di gestione della partita. La soluzione dell'FVS dà quindi un contributo molto positivo, perché aumenta il tempo effettivo e riduce i conflitti in campo, sia i conflitti fra squadra e arbitro che fra squadra e squadra".
Da presidente a presidente: lei consiglierebbe l’FVS anche ai presidenti di Serie A?
"Certamente, assolutamente sì. Io credo che sia stato fatto un lavoro eccezionale da un arbitro di grandissima esperienza come Orsato, che da quest'anno ha guidato l' introduzione e sviluppato in Serie C questo tipo di progetto. Il lavoro svolto è molto professionale e migliorato passo a passo sulla base dell'esperienza sul campo. Certamente ridurrebbe i costi rispetto a un'applicazione dell'attuale protocollo che viene utilizzato in Serie A e dà alle squadre la possibilità di autotutela. Laddove la squadra si sente danneggiata ha la possibilità di chiedere di rivedere il gioco, ma non lo chiede in una sala esterna e lontana, lo chiede all'arbitro stesso che è in campo e che ha il polso della partita, che ha visto le dinamiche di gioco. L'arbitro è chiamato a rivedere questo tipo di azione: questa è la miglior tutela possibile perché è efficiente ed efficace. Poi è chiaro che c'è anche un tema di federazioni internazionali, perché uno è un protocollo UEFA (il VAR, ndr), l'altro è un progetto pilota avviato che ci è stato dato da portare avanti, tenendo conto che la Serie C italiana è l'unica ad aver fatto questa esperienza. Essendo però tutti interessati al miglioramento del funzionamento del nostro calcio, varrebbe la pena di considerare lo sviluppo dell'FVS. La mia esperienza in C è certamente positiva e lo stesso lo è per la stragrande maggioranza delle squadre di Lega Pro".