"Vergogna", "furto": i commenti a caldo dei siti catalani erano tutti contro Nicola Rizzoli, colpevole di non aver fischiato il rigore al Barcellona per il fallo di mano di Gabi in area di rigore. Poi, però, l'analisi è andata più in profondità e anche i più delusi dall'eliminazione con l'Atletico hanno evidenziato la crisi di un club tradito dai suoi tre tenori: in un mese il mondo si è capovolto, con la Liga riaperta e i campioni in carica eliminati.
"L'arbitraggio di Rizzoli non ha convinto nessuno", scrive il Mundo Deportivo. Ma i toni aspri contro il direttore di gara sono presto scivolati in secondo piano. È mancato il gioco, sono mancati i guizzi dei campioni, Messi su tutti. Per la settima volta il Barcellona viene eliminato nella fase eliminatoria della Champions in una notte in cui la Pulce marca visita. Sette eliminazioni, sette partite senza gol per Leo: 2007 contro il Liverpool, 2008 contro il Manchester United, 2010 Inter, 2012 Chelsea, 2013 Bayern, 2014 e 2016 Atletico. "Impotente", lo bolla Sport, altro quotidiano catalano, che gli dà un secco 3 in pagella.
E in effetti la crisi di Messi è coincisa con la crisi blaugrana: cinque partite senza gol, cinque partite che hanno rovinato la stagione del Barcellona. La Liga si è riaperta (2 sconfitte e un pari), la Champions sfumata: quando manca Messi, manca il Barça. Ma sono mancati anche Neymar e, in minor misura, Suarez, unico a provarci. Ma è proprio questo che viene sottolineato: la mancanza di un piano B. Se la squadra non riesce a recitare lo spartito del gioco perfetto, se vengono a mancare le giocate illuminanti, se gli avversari riescono a soffocarti, ecco che Luis Enrique non è riuscito a trovare una risposta, a dare la scossa.
In Spagna si punta il dito sulla panchina di scarsa qualità: Arda Turan ha fallito nella missione di dare la scossa. Ma tutta la squadra si è dimostrata inferiore alle aspettative. E il dato sulla corsa è esemplificativo: il Barça è sembrato statico. E lo è stato. L'Atletico ha coperto 12 km in più dei blaugrana (114 km a 102). Il dato del possesso palla impallidisce quando si va a leggere che Messi ha coperto la distanza di soli 7 chilometri, quasi la metà di, ad esempio Saul (12,1). Dati che forse, anzi sicuramente, non bastano a mettere fine all'era del Guardiolismo e del Tiki Taka, come qualcuno si domanda. Ma che, anche per salvare una Liga che potrebbe scappare via, va per forza di cose ripensato. Non sono cinque partite a fare una legge, ma Simeone ha trovato l'antidoto al Barça degli extraterresti. Che, per rimanere tali, dovranno saper reinventarsi.