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Report Uefa 2026: ricavi record oltre i 30 miliardi, ma la Serie A è l'ultima tra i big per crescita

Il calcio europeo supera i 30 miliardi di euro. L'Inghilterra domina con 7,5 miliardi, mentre la Serie A cresce solo dell'1%

Il calcio europeo ha definitivamente voltato pagina dopo gli anni bui della pandemia, proiettandosi verso traguardi economici mai visti prima. Secondo l'ultimo report "Uefa European Club Finance and Investment Landscape", i ricavi complessivi dei club di massima divisione sono destinati a superare la storica soglia dei 30 miliardi di euro nel 2025, una crescita verticale se si pensa che solo nel 2017 il giro d'affari era di 20 miliardi e nel 2007 si fermava a 10.

A trainare questa locomotiva finanziaria sono soprattutto i ricavi commerciali, che da soli dovrebbero abbattere il muro dei 10 miliardi grazie a un'esplosione del merchandising (+20%) che riesce finalmente a compensare il rallentamento dei proventi televisivi. Il presidente Aleksander Ceferin ha accolto questi dati con entusiasmo, sottolineando come il sistema sia uscito rafforzato dalle recenti crisi globali, mostrandosi solido e capace di attrarre investimenti record, con ben 111 accordi siglati nel corso dell'ultimo anno.

Tuttavia, se il panorama continentale brilla, la fotografia scattata alla Serie A rivela tinte decisamente più opache. Analizzando i dati per campionati, l'Inghilterra continua a fare un altro sport con i suoi 20 club capaci di generare 7,5 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto a Germania e Spagna. L'Italia si ferma invece a 2,9 miliardi, ma il dato più preoccupante riguarda il ritmo di crescita: tra i primi cinque campionati europei, quello italiano è quello che cresce meno, con un misero +1%. Si tratta di un rallentamento evidente che permette alla Ligue 1 francese di accorciare le distanze, forte di un balzo del 7% che porta il suo fatturato a 2,53 miliardi. Nel frattempo, fuori dai radar tradizionali, si registra l'ascesa impetuosa della Turchia che ha fatto segnare un clamoroso +64% nei propri ricavi.

Oltre ai fatturati da record, il rapporto Uefa evidenzia un importante ritorno alla redditività operativa per la prima volta negli ultimi cinque anni. Questo risultato è stato reso possibile non solo dall'aumento delle entrate, ma anche da una gestione più oculata dei costi del personale. Grazie alle nuove normative, la crescita degli stipendi dei calciatori è stata contenuta tra il 2 e il 3% annuo. Inoltre, i club sembrano aver imparato a gestire meglio i contratti, riducendo sensibilmente il numero di giocatori che lasciano le squadre a parametro zero. Nonostante permangano sfide legate agli elevati costi di finanziamento e a perdite ante imposte che superano il miliardo di euro, il rafforzamento dei bilanci e l'interesse incessante degli investitori suggeriscono un futuro solido, a patto di saper cavalcare le nuove opportunità commerciali che il prossimo decennio metterà a disposizione.