LE PAGELLE DI BURIRAM

Bezzecchi stende tutti, Aprilia "spaventa" Ducati. Acosta in vetta al Mondiale, durerà?

Nessun pilota in doppia cifra in Thailandia, solo il vincitore del GP la "accarezza"

di Stefano Gatti
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MARCO BEZZECCHI: VOTO 9

Dalla polvere (anzi dall'asfalto) della scivolata-Sprint all'aria fine del gradino più alto del podio domenicale, quando i punti sono più pesanti. Bezzecchi autografa a Buriram una vittoria che vale automaticamente candidatura-titolo, Aprilia permettendo naturalmente... e per ora permette (e promette). Bravo Marco a resettare mentalmente nella notte tra sabato e domenica, presentandosi carico al punto giusto ma soprattutto a rispettare fino in fondo il piano originale, che era quello di spingere subito, portarsi fuori dal mirino altrui e poter così gestire nel finale l'usura-gomme. La convinzione c'è, la moto anche, resta da capire se il binomio Bezzecchi-Aprilia ha il passo sulla distanza: del Mondiale, non solo del singolo Gran Premio.

APRILIA: VOTO 10

Se Bezzecchi sfiora la doppia cifra in Thailandia, la Casa di Noale la merita per essersi adattata come nessuna delle sue rivali (e con tutte le sue quattro RS-GP) alle complicate condizioni ambientali del teatro d'operazioni asiatico. Riconfermarsi fin dal prossimo GP del Brasile non sarà impresa facile, intanto è la concorrenza a dover inseguire.

PEDRO ACOSTA: VOTO 8,5

Lascia Buriram da leader del Mondiale (un pilota KTM non era mai stato lassù nella storia della premier class), al capolinea appunto di un fine settimana per lui ampiamente positivo e incoraggiante. Molto dipenderà dai margini di crescita di una moto che solo Pedro sa portare al suo attuale limite e che in ogni caso lo spagnolo abbandonerà a fine anno per montare in sella alla Ducati rossa. Buriram è stato un ottimo punto di partenza, serve ora dare continuità. La leadership della classifica gli offre l'occasione (e la responsabilità) di fare un passo avanti in termini di autoconvinzione.

KTM: VOTO 6

Strano caso, quello della Casa austriaca che svetta nel Mondiale con Acosta ma naviga in cattive acque con il resto del suo plafond di piloti. E se Brad Binder in qualche modo resta a galla, i due piloti Tech3 Enea Bastianini e Maverick Vinales annaspano nella pancia del gruppo o anche peggio. La moto evidentemente c'è ma ha un solo interprete in grado di "suonarla" come si deve e si appresta a perderlo...

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MARC MARQUEZ: VOTO 6

Il Cannibale resta a bocca asciutta... o quasi. Vittoria negata (dalla Direzione Gara) al sabato, performance al di sotto delle attese - foratura a parte - nel GP domenicale. Da salvare però (assolutamente) il doppio sorpasso "chirurgico" nei confronti di Pedro Acosta e Jorge Martin nelle battute iniziali della gara. Il nove volte iridato incassa e prepara la rivincita in Brasile. L'impressione iniziale è che Marc quest'anno dovrà mettercela davvero tutta per controbattere ai colpi di una concorrenza sempre più agguerrita. 

DUCATI: VOTO 5

Un avvio di Mondiale decisamente imperfetto per la Casa di Borgo Panigale, la cui cabina di regia non si aspettava l'inciampo domenicale (non di questa portata almeno) visto il dominio 2025 sullo stesso asfalto e la vittoria negata a Marquez nella Sprint solo da un episodio di gara. La riscossa verosimilmente è dietro l'angolo ma la pista è leggermente più in salita del previsto e il Team Manager Davide Tardozzi non ne fa mistero: "Per vincere il campionato quest'anno dovremo gettare tutto nella mischia senza tenerci via nulla".

JORGE MARTIN: VOTO 6

Il campione del mondo 2024 si dichiara ritrovato e in effetti il suo rendimento è complessivamente buono ma il confronto diretto con il compagno di squadra Bezzecchi è sotto gli occhi di tutti e davanti Jorge si ritrova - a podio - la RS-GP Trackhouse del connazionale Fernandez. Si difende a gomiti larghi nella bagarre iniziale con Marquez Sr. e Acosta, poi rinfodera le sue ambizioni per mettere al sicuro la top five,. Lo spagnolo resta un punto interrogativo, potrebbe smentire tutti (noi compresi) in tempi brevi e... obbligati: Bezzecchi non aspetta e magari neanche Fernandez.

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RAUL FERNANDEZ: VOTO 7,5

Un fine settimana da prima pagina per il pilota spagnolo, protagonista sia sabato che domenica. Prima fila nelle qualifiche, terzo gradino del podio in entrambe le gare per Raul che però resta umile e dichiara di avere in testa un piano di lavoro preciso (e a medio termine) per questa stagione.  E chissà che in casa Aprilia (nel senso del team ufficiale) non ne abbiano uno in caldo per lui in chiave 2027. VOTO 6,5 al suo compagno di colori AI OGURA che a Buriram ha sempre una marcia in più: adesso però serve innestarla anche sulle altre piste del Mondiale.

FRANCESCO BAGNAIA: VOTO 4

Nessuna novità sostanziale nell'avvio di stagione di Pecco rispetto al disastroso 2025. C'è ben poco da aspettarsi nel prosieguo del suo ultimo Mondiale (per ora) in Ducati. Nello specifico, nessun sussulto lungo l'arco dell'intero fine settimana, tanto in qualifica quanto nelle due gare. Pecco raccoglie lungo la pista briciole di punti tra il sabato e la domenica, rimanendo invischiato nella domenica di scarsa vena ducatista. Non poteva essere altrimenti.

FABIO DI GIANNANTONIO: VOTO 6

Per vederla con il bicchiere mezzo pieno, è il migliore dei piloti Ducati al traguardo, ma c'è poco da essere soddisfatti e l'ambizioso "Diggia" è il primo a non fare salti di gioia. Il rovescio della medaglia è rappresentato infatti dalla peggior domenica della Casa di Borgo Panigale da tempo più o meno immemorabile. Poteva fare molto bene nella Sprint, ma sulla sua strada ha trovato Alex Marquez ed è sostanzialmente finita lì.

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YAMAHA: VOTO 4

Débacle possiamo dire senza precedenti per la Casa giapponese e per i piloti chiamati a portarla fuori dalle attuali "secche". Per trovare la prima M1 bisogna scorrere l'ordine d'arrivo fino alla quattordicesima casella, occupata - senza infamia certo ma soprattutto senza lode - da Fabio Quartararo. Il progetto V4 fatica ad ingranare e la sensazione è che con il Diablo in uscita direzione Honda stia pure per venire a mancare un pilota di riferimento, al quale affidarsi per trovare una scorciatoia verso un accettabile grado di competitività.

JOAN MIR: VOTO 6,5

Il campione 2020 della premier class fa due a zero al Chang International Circuit con il compagno di squadra LUCA MARINI (VOTO 5), rendendosi protagonista di una prova solida nel GP, purtroppo per lui non premiata dalla bandiera a scacchi. Gli restano in mano solo i tre punti del settimo posto nella Sprint ma il suo avvio di Mondiale è tutt'altro che trascurabile ed è funzionale alle sue chances nello spareggio con lo stesso Marini per restare... in Honda nel 2027 al fianco della new entry Quartararo.

ALEX MARQUEZ: VOTO 4

Doppio passaggio a vuoto per il vicecampione del mondo in carica che in Thailandia non ne combina una giusta e al via della Sprint di sabato - oltre alle sue - brucia subito anche le chances del pari marca Di Giannantonio. Al netto della sostanziale ingiudicabilità dei piloti Ducati nella calura thai, sembra che Alex quest'anno dovrà faticare parecchio per confermarsi o quantomeno ripetere i suoi a tratti eclatanti risultati 2025.