La crisi in Medio Oriente apre uno scenario d'incertezza e imprevedibilità per il mondo della Formula 1, il rischio di una sospensione o di una riorganizzazione del calendario è molto più concreta di quanto si possa credere. Sebbene la partenza del Circus dall'Australia non sembra essere - al momento - in discussione, il mondiale potrebbe seguire un corso diverso, considerando il contesto non favorevole.
I meccanici bloccati
I test prestagionali di Formula 1 si sono svolti in Bahrain e sono finiti - per un soffio - senza conseguenze. Pochi giorni dopo l'Iran ha bombardato una base USA costringendo i tecnici ad annullare un test pneumatici. Alcuni componenti della scuderia Ferrari non sono ancora arrivati a Melbourne (ma dovrebbero raggiungere l'Australia nelle prossime ore). Si valutano soluzioni alternative per raggiungere l'Australia ma le "finestre" aperte si stanno chiudendo: il corridoio Europa-Asia ha raggiunto il livello più alto di rischio strozzatura.
Logistica difficile
Per volare verso Oriente - e viceversa - si è passati dai quattro corridoi disponibili nel 2022 all'uno e mezzo di adesso. La rotta siberiana è chiusa da 4 anni e ai vettori non resta che attraversare il Medio Oriente, in questo momento infuocato. Anche "l'autostrada centrale" - sopra Iran e Penisola arabica - è stata chiusa. L'ultima traiettoria ancora possibile è quella che sorvola Afghanistan e Pakistan ma i recenti contrasti tra i due Paesi - con Islamabad che ha dichiarato "guerra aperta" - portano a un'attenta valutazione sulla sua eventuale chiusura. Insomma, in questo momento non esiste un corridoio Europa-Asia sicuro.
Calendario in evoluzione
La maggior parte dei team ha comunque raggiunto Melbourne e si appresta a correre il primo GP dell'anno che difficilmente sarà sospeso. Da lì poi continuerà la tournée asiatica in Cina e Giappone per poi tornare verso Ovest. Il 12 e 19 aprile sarebbero in programma i Gran Premi del Bahrain e dell'Arabia Saudita: per ora confermati, anche se non si possono azzardare ipotesi oggi di cosa accadrà tra un mese. La FIA starebbe comunque valutando una variazione del calendario. Il presidente della Federazione Internazionale dell'Automobile Mohammed Ben Sulayem ha dichiarato: "Monitoriamo gli sviluppi con attenzione, la sicurezza guiderà le nostre decisioni sui prossimi eventi in quell'area".
Crisi
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