Jimenez: "Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di m...’. Amavo il Milan e non chiuderò mai le porte"

© ansa

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Alex Jimenez, ufficialmente riscattato dal Bournemouth per 19 milioni di euro più 5 di bonus (di cui il 50% andrà al Real Madrid) a febbraio, è ormai un ex giocatore del Milan ma non dimentica la squadra che l'ha lanciato nel grande calcio e nel corso di un'intervista a gianlucadimarzio.com parla ancora dei rossoneri con affetto e torna sui motivi del suo addio: “È il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato...”.

Poi l'esterno spagnolo classe 2005 si spiega: “Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo”.

Cosa che si dice abbia fatto infuriare Allegri, anche se la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato quel messaggio privato, reso poi pubblico, in cui Jimenez si sfogava contro l'allenatore (“Non ho neanche giocato… questo allenatore di merda”): “È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia - le parole del giocatore a sei mesi di distanza - Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento”.

Tornare? “Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà”.