MALDINI 6,5
Continua l’apprendistato da punta centrale quale non è. E come continua questo apprendistato? Continua così: nel primo tempo manda messaggi che non arrivano a nessuno, come quando scrivi alla ragazza che ti piace, ma per quarantasette minuti c’è solo una spunta al messaggio: non lo legge, non lo legge. Risponderà? Sì, risponderà nel secondo tempo, doppia spunta blu e assist. La storia può funzionare.
PASALIC 5
Cioè, se uno guarda da fuori una bella teglia di lasagne, morbide, annegate nella besciamella, con quello strato di ragù bollente che nuota tra i piani di pasta sfoglia, tutto può pensare tranne che quel piatto sia in realtà una mattonata, ottima, ma mattonata. Il croato è proprio un centrocampista-lasagna, sembra un tipino leggerino, poi solo gol e giocate da un quintale. Buonissime, ma a volte non le digerisci.
ZACCAGNI 6,5
Non segna da tre mesi, nel frattempo si è segnato rotto l’addome con una lesione al muscolo obliquo, però quando ha giustificato la sconfitta con il Torino perché pensava già alla Coppa Italia diceva la verità. 11 contrasti, 4 falli subiti, 2 giocatori fatti ammonire: pensava a prenderle, più che darle, per la maglia e va bene così.
DELE-BASHIRU 7
È il voto senza commento di Lazio-Atalanta.
MUSAH 7
Nel Milan ha indossato il numero 80, quello che Ronaldinho aveva in rossonero, e forse anche per questo piccolo-grande oltraggio calcistico il dio del calcio l’ha punito con zero gol in sessanta partite. Ora ha cambiato religione, è devoto alla Dea, e fa due gol nelle ultime partite: ora, non uso la parola miracolo, uso solo la parola Musahsette, tutto attaccato.