Alla fine degli anni Ottanta una delle auto più avanzate del mondo rimase bloccata per tredici anni in un magazzino doganale negli Stati Uniti. Il proprietario era niente meno che Bill Gates, che nel 1988 aveva acquistato una Porsche 959, una delle vetture tecnologicamente più sofisticate mai costruite. Il problema era semplice: l’auto non era omologata per il mercato americano e quindi non poteva circolare su strada.
Un’auto troppo avanzata per l’America
La 959 era nata come laboratorio tecnologico di Porsche: motore boxer biturbo da quasi 450 cavalli, trazione integrale intelligente e una serie di soluzioni tecniche che negli anni Ottanta sembravano fantascienza. Ma proprio la sua esclusività fu un problema. Con poco più di 300 esemplari prodotti, la casa tedesca non aveva alcun interesse a sostenere i costi per omologarla negli Stati Uniti. Quando Gates tentò di importare la sua vettura, la dogana la sequestrò immediatamente perché non rispettava le normative americane su sicurezza ed emissioni.
Tredici anni di multa pur di tenerla
Invece di rinunciare all’auto, Gates decise di aspettare. La 959 rimase così custodita in un deposito doganale mentre ogni giorno maturava una multa di 28 dollari. Con il passare del tempo la cifra diventò enorme: quando finalmente la situazione si sbloccò nel 2001, il conto totale aveva superato i 130 mila dollari. L’episodio contribuì anche a cambiare la normativa americana e, proprio in quegli anni, nacque l’esenzione “Show or Display”, che consente di importare auto rare e tecnologicamente importanti con limiti di utilizzo annuale. Solo allora Gates poté finalmente guidare la sua 959 sulle strade americane, dopo oltre 4.700 giorni di attesa.
Personaggi
Bill Gates ha pagato 28 dollari di multa al giorno per 13 anni
La sua Porsche rimase bloccata per oltre un decennio in un magazzino doganale
© Getty Images
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