C’è qualcosa che non va. In un’Inter che comunque al momento può definire ottima la sua stagione, un difetto emerge in maniera prepotente: negli scontri diretti è un mezzo disastro. Seconda sconfitta su due derby, un punto solo in due gare contro il Napoli, una vittoria con mille strascichi contro la Juve. Vittorie contro Como e Roma, che però al momento dell’incrocio non potevano essere considerate avversarie dirette per un obiettivo. Troppo poco, decisamente. E forse ha ragione Dimarco quando dice che dopo aver preso un gol la squadra nerazzurra fatica a reagire. Ci è riuscita contro il Pisa, ma non contro avversarie di uno spessore superiore. Un limite, senza dubbio.
C’è da preoccuparsi per questo finale di campionato? Il giusto, senza esagerare. Cristian Chivu dovrà analizzare questo derby con i suoi giocatori per capire come mai è stato creato così poco. Scarsa lucidità nelle giocate vicino all’area avversaria, cross fuori misura (Pio Esposito mai pericoloso), manovra poco fluente. Solamente due vere occasioni da gol, una nel primo tempo per Mkhitaryan che ha perso l’attimo giusto per tirare, una nel secondo per Dimarco che l’ha buttata per troppa precipitazione. Davvero poco per una squadra che si trova al primo posto della classifica.
Qualche attenuante si può trovare. Mancavano, per esempio, tre giocatori che finora hanno garantito parecchi gol a questa squadra: Lautaro Martinez, Thuram e Calhanoglu. Fino a qualche giorno fa si diceva che: 1)Zielinski non aveva fatto rimpiangere Calha; 2)finalmente quest’anno l’Inter ha quattro attaccanti che possono alternarsi con profitto. Forse questa seconda affermazione è vera solo in parte, perché Bonny e Pio Esposito insieme non hanno funzionato come invece è successo quando i due sono stati accoppiati ai due teorici titolari.
Al di là delle assenze, però, l’Inter è nel periodo più complicato della sua stagione. Da diverse settimane sta giocando meno bene rispetto al recente passato. L’eliminazione dalla Champions League è stata una botta pesante, anche per la deludente prestazione messa in mostra dalla squadra. Da lì è stata una sofferenza. Anche nella semifinale di Coppa Italia contro il Como non è stata una bella Inter. L’attacco più forte d’Italia in una settimana ha scritto “zero” alla casella delle reti segnate in due partite consecutive. Un segnale che deve essere colto e analizzato. È stato l’anno d’oro di Federico Dimarco, ma nel derby la sua prestazione è stata fortemente limitata anche per il modo in cui Allegri gli ha sbarrato la strada.
Due indizi fanno una prova ma nel caso dell’Inter sono più di due. Il ventunesimo scudetto è ancora ampiamente a portata di mano, il vantaggio è di quelli quasi impossibili da dilapidare, però il derby perso impone delle riflessioni in casa nerazzurra. La prestazione, più che il risultato. L’atteggiamento, più che le occasioni perse. Poi ci sono da recuperare anche i giocatori infortunati, ma questo vale anche per le altre squadre.