SERIE A

Milan, ecco come Allegri ha costruito la miglior difesa del campionato

Sembrava assurdo non prendere un centrale a gennaio, invece l'allenatore rossonero ha inventato un sistema perfetto e sarà l'unico a finire il campionato senza subire gol dall'Inter

di Enzo Palladini

A metà marzo, il mese che secondo lui “decide tutta una stagione”, Max Allegri si ritrova a guidare una squadra in grande crescita ma soprattutto ha la migliore difesa del campionato, che in Italia è stata sempre sinonimo di ottime posizioni in classifica. I 20 gol subiti in 28 partite di campionato non sono un record assoluto, ma c’è un dato ancora più significativo: il Milan sarà l’unica squadra a chiudere la stagione senza aver subito un gol dall’Inter, che ha nettamente l’attacco più forte. Una medaglia invisibile, ma con un senso preciso.

I motivi per cui si è arrivati a questa situazione sono stati evidenti nel derby, partita nella quale il Milan ha commesso un solo errore, sull’occasione sbagliata da Mkhitaryan: solamente in quei pochi secondi di incomprensione tra De Winter e Tomori la squadra rossonera ha rischiato di prendere un gol. Per il resto è stata praticamente perfetta nella fase difensiva. Mancava Matteo Gabbia, che in questi anni si è costruito un ruolo da leader difensivo, ma la funzione è stata svolta con profitto da De Winter, un giocatore in cui Allegri ha creduto più dei tifosi che storcevano il naso. Alla fine, ha avuto ragione lui, come ha avuto ragione su Pavlovic, che ha inanellato una serie di prestazioni di alto livello. Il serbo ha una caratteristica che nessun altro difensore rossonero ha: sa trasformare un recupero difensivo in una ripartenza prepotente. La sua progressione è complicata da fermare per una squadra avversaria che inevitabilmente gli deve concedere un’accelerazione nei primi 15-20 metri. Il gruppo dei difensori centrali è formato quindi da quattro titolari per tre posti, in base alle necessità. È capitato anche in emergenza di utilizzare Bartesaghi come terzo centrale. Il ragazzo ha il fisico per farlo ma deve imparare ancora qualche trucco del mestiere, poi potrebbe essere un’ulteriore alternativa. 

Certo questo dato sulla difesa rafforza l’etichetta di “risultatista” che aleggia da sempre intorno ad Allegri, ma il diretto interessato ha sempre mostrato indifferenza verso questo luogo comune. Ha accumulato trofei in bacheca e ingaggi di primissimo piano. Quindi ha ragione lui. Inoltre, non è certo un demerito essere molto bravi in qualcosa. Nella fattispecie, la cura della fase difensiva. Altro segnale importante del derby: l’Inter non è mai riuscita a crossare per Pio Esposito (osservazione di uno che di gol se ne intende come Bobo Vieri), lo straripante Dimarco è stato limitato dal sacrificio del preziosissimo Saelemaekers, mentre Estupinan ha evidenziato una volta di più i limiti del suo dirimpettaio Luis Henrique. Come è successo che l’esterno ecuadoriano sia stato così positivo dopo un periodo disastroso? Semplice: ha ascoltato le raccomandazioni del suo allenatore, il cui gesto di compiacimento, dopo il gol decisivo, valeva più di mille parole.

A gennaio, Allegri avrebbe preso volentieri un difensore in più. L’aveva chiesto come seconda voce nella lista della spesa, dopo il centravanti. I giocatori trattati sono stati diversi. Sé è parlato di Gila della Lazio, Muharemovic del Sassuolo, Circati del Parma, Joe Gomez (inseguito anche in estate e poi rimasto al Liverpool), Tiago Gabriel del Lecce, Axel Disasi del West Ham e Diogo Leite dell'Union Berlino. Nelle ultime 48 ore sono stati offerti i nomi più inverosimili. In quel mese, qualche profilo incontrava anche il gradimento di Allegri, ma le condizioni economiche erano improponibili. Altri sarebbero stati degli inutili appesantimenti del monte-ingaggi. Allegri ha abbozzato e si è rimesso a lavorare con quello che aveva (e ha). E siccome la materia la mastica parecchio, a metà marzo ha la migliore difesa del campionato.

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