L’eco delle medaglie d’oro e il trionfo dello slittino azzurro sembrano già appartenere a un’epoca remota. A meno di un mese dalla gloria olimpica, la pista di bob, slittino e skeleton di Cortina - come scrive La Repubblica - offre uno spettacolo spettrale: il ghiaccio si scioglie in larghe pozzanghere e la scritta "Milano Cortina" sulle paraboliche sbiadisce sotto il peso dell'incuria. Quello che doveva essere il gioiello da 124 milioni di euro somiglia oggi a un "serpente in agonia", dove chiunque può entrare e camminare indisturbato tra fili scoperti e quadri elettrici danneggiati. Mentre l'assessore Giorgio Da Rin e la Fondazione si rimpallano le responsabilità sulla mancata disputa dei campionati italiani, un rapporto tecnico di Simico fotografa una realtà desolante: manometri rotti e danni che, secondo alcune stime, sfiorerebbero il milione di euro.
Il sogno di Armin Zöggeler, che aveva celebrato l'impianto come la nuova casa del budello italiano, si scontra con un labirinto burocratico: tra passaggi di consegna tra Comune, Fondazione e Simico, l'impianto di Ronco giace nel fango, circondato da bulldozer fermi e lavori abbozzati. Un paradosso amaro per una struttura che, solo poche settimane fa, era il centro del mondo sportivo.
La risposta di Simico -
"È priva di fondamento l'affermazione secondo cui il nuovo impianto sarebbe 'fuori uso'". Lo afferma Simico in una nota, riferendosi alle indiscrezioni sullo Sliding Centre, la pista da bob Eugenio Monti di Cortina d'Ampezzo che, secondo alcuni articoli di stampa, avrebbe registrato danneggiamenti in seguito alle Olimpiadi tanto da costringere al rinvio dei campionati italiani. La pista realizzata in 305 giorni, prosegue la nota, "ha già ricevuto, durante i Giochi, apprezzamenti e riconoscimenti a livello internazionale con oltre 22mila discese. Come previsto dal cronoprogramma, nelle prossime settimane saranno completate le ultime attività di cantiere. Si sottolinea, peraltro, che le cifre circolate sulla stampa di eventuali 'danni milionari' all'impianto non corrispondono alla realtà dei fatti e, in ogni caso, non è stato certificato da nessun documento tecnico da parte di questa società". Simico inoltre fa sapere che "una volta terminata la fase di disallestimento legata ai Giochi Olimpici, la società rientrerà nella piena disponibilità dell'impianto e proseguirà con gli interventi di propria competenza, con l'obiettivo di offrire agli atleti una delle migliori piste al mondo, anche in vista delle competizioni già calendarizzate, a partire da quelle organizzate dalla Federazione Internazionale di Slittino (Fil) fino al 2030". La pista di bob, slittino e skeleton era stato l'impianto più contestato del progetto Milano Cortina, per i costi e l'impatto ambientale.