Da adolescente, dopo le gare in go kart, Michael Schumacher andava a rovistare nei retro box alla ricerca di catene e pezzi di ricambio che i suoi colleghi più ricchi buttavano, anche se erano ancora utilizzabili. Da ragazzino Fernando Alonso caricava il go kart sulla familiare del papà. Poi il viaggio in macchina da Oviedo a Muro Leccese, 2560 chilometri da macinare in un giorno e mezzo. Insomma, una vita complicata per due piloti che sono arrivati lassù per la cifra del talento e per lo spirito di sacrificio.
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Il caso Stroll
Poi c’è il caso opposto. Trattasi di Lance Stroll. Papà Lawrence è uno degli uomini più ricchi del Canada, colleziona auto sportive, compresa una Ferrari GTO del 1962, e per il pargolo ha un solo obiettivo; deve arrivare a vincere il mondiale di Formula 1. Un percorso iniziato con i go kart, i migliori ovviamente. Tanto il signor Stroll aveva milioni da spendere. Tant’è che per il passaggio alle gare in monoposto compra la quota di maggioranza della Prema Power Team, squadra italiana che rappresenta l’eccellenza. Il piccolo Lance vince in Formula 4, poi al secondo anno di militanza anche in Formula 3. Quindi il salto in Formula 1 con la Williams. Papà Lawrence continua a spianare la strada al ragazzo, che effettua test a raffica su pista che non conosce. Per farlo Stroll sr spedisce una Williams, ingegneri e meccanici inclusi, in giro per il mondo. A sue spese ovviamente. Nonostante l’investimento, la curva del talento del ragazzo resta piatta. Ma Lawrence non si arrende. Mette ancora mano al portafogli e diventa azionista dell’Aston Martin, quella che produce auto sportive di lusso, acquisendo il controllo della squadra di Formula 1. Ingaggia pure Fernando Alonso, per fare da chioccia al figlio. Ma il confronto è impietoso, ancora una volta. Fine della storia? Macché. Al ricco signore di Montreal viene un’idea folle. Ingaggiare Adrian Newey. Con il genio al suo servizio la strada Lance può finalmente sperare di coronare il sogno. Ma come tutti i sogni anche il suo ha un costo. 30 milioni di euro a stagione sul conto corrente di Newey.
Per i motori Stroll scommette sulla Honda. Sembra tutto apparecchiato per la festa. Poi? Poi il risveglio parecchio brusco in Australia. Una figura pessima, un’esibizione al limite del grottesco. Morale? Con i soldi puoi comprare tutto, a parte la felicità e anche il titolo mondiale di Formula 1.