
Uefa, allarme per le nuove norme economiche della Premier: "Così il gap aumenta"
In Inghilterra le società potranno destinare fino all'85% dei propri ricavi al costo rosa: così si rischia di non poter più competere con loro sul mercato

I ricchi del calcio europeo - ovvero gli inglesi - diventano sempre piu' ricchi, e spendono sempre di più. La Uefa guarda con crescente preoccupazione alle nuove regole finanziarie appena approvate dalla Premier League, temendo che possano alterare gli equilibri economici e sportivi del calcio europeo.
Cos'è lo Squad Cost Ratio -
A partire dalla prossima stagione, i club inglesi adotteranno infatti il sistema denominato Squad Cost Ratio (SCR), che consentirà alle società della massima divisione di destinare fino all'85% dei propri ricavi ai costi della rosa, inclusi stipendi e trasferimenti dei giocatori. In alcune circostanze, grazie a meccanismi di tolleranza, la soglia potrà arrivare fino al 115%. Il limite fissato dalla UEFA per le squadre impegnate nelle competizioni europee - ricorda il sito della Bbc - è invece significativamente più basso: il tetto è pari al 70% dei ricavi. Una soglia che si abbassa ulteriormente guardando alla Serie A e al costo del lavoro allargato.
Premier sempre più ricca -
Ciò significa che i club della Premier League che non partecipano a tornei continentali potrebbero disporre di un margine di spesa nettamente superiore rispetto alle rivali europee, rafforzando ulteriormente il potere economico del campionato inglese. E confermando l'attuale predominio inglese nella Champions League, dove sono addirittura sei i club di Premier approdati agli ottavi di finale. La preoccupazione della Uefa è che questo squilibrio rischi di mettere sotto pressione i club del resto del continente, che potrebbero essere spinti ad aumentare i costi e ad assumere maggiori rischi finanziari pur di trattenere i propri giocatori.
Conentrazione talenti in Inghilterra -
Andrea Traverso, direttore della sostenibilità finanziaria della Uefa, ha sottolineato che la Premier League genera ormai circa un quarto dei ricavi complessivi dei club europei e che un ulteriore aumento della capacità di spesa potrebbe accentuare la concentrazione di talenti in Inghilterra. Dati recenti indicano infatti che circa il 40% dei calciatori più valutati al mondo milita già in squadre inglesi. Una tendenza che, secondo la Uefa, è destinata a rafforzarsi ulteriormente con il nuovo sistema. La Premier League ha però già respinto le critiche. Il suo amministratore delegato Richard Masters ha spiegato che il nuovo modello punta a garantire maggiore competitività interna, offrendo ai club che non disputano le coppe europee la possibilità di investire per colmare il divario con le squadre più ricche.