Negli uffici di Zuffenhausen devono aspettare prima di tirare un sospiro di sollievo. Il 2025 è finito nel peggiore dei modi e lascia uno scenario piuttosto desolante. Bisogna comunque guardare con fiducia al futuro, innanzitutto perché c'è un nuovo amministratore delegato - Michael Leiters - determinato a risollevare il marchio. E poi c'è il marchio stesso, che esercita sempre una certa forza.
Conti in rosso
Il problema, sono i soldi. Nel 2025 il fatturato è sceso del 9,5% a 36,27 miliardi soprattutto per via del calo delle consegne: -10,1% a 279.400 unità. La Cina è stato il mercato dove questa sofferenza è stata più avvertita, ma l'assenza di modelli come 718 e Macan (ormai soltanto elettrica) in Europa hanno avuto un loro peso. L'utile operativo è precipitato del 92,7% fermandosi a 410 milioni di euro; il margine operativo è sceso all'1,1%. L'accordo con i sindacati esclude nuove licenziamenti fino al 2030.
Nuove auto
Si torna a parlare di automobili. Il futuro - da qui al 2035 - di Porsche ruoterà attorno a una strategia che avrà per protagonista 911, 718 (non è chiaro se elettrica o no), Cayenne, Panamera, Taycan e un nuovo SUV a sette posti. La linea di prodotto riceverà una razionalizzazione con meno "varianti tecnologiche" e più possibilità di personalizzazione. Il motore a combustione continuerà a essere indispensabile poiché la volontà è quello di orientarsi verso una maggiore sportività. E nei piani di sviluppo potrebbe esserci una nuova supercar sopra la 911.
Scenari
Porsche, la transizione non c'è: avanti con le sportive termiche
La casa di Zuffenhausen chiude un 2025 di grande difficoltà e annuncia una riorganizzazione della sua strategia
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