Tutto il mondo è paese. A maggior ragione nei periodi di crisi, quando le conseguenze di un azione - militare, in questo caso - si ripercuotono da nord a sud e da est a ovest. Proprio all'estremo oriente dobbiamo guardare per capire come il rialzo del prezzo del petrolio coinvolga direttamente anche uno dei paesi con la più alta percentuale di auto elettriche e ibride del mondo.
In coda al distributore
A causa dell'improvviso aumento dei prezzi, molti automobilisti cinesi si sono precipitati al distributore per fare rifornimento al proprio veicolo. Video diffusi sui social mostrano lunghe file di vetture in attesa di poter fare il pieno di benzina o diesel: si parla in 2 chilometri di coda con testimoni che descrivono "un mare di auto" per rendere meglio l'idea. Stiamo parlando del più alto aumento dei prezzi da marzo 2022 e dall'inizio dell'anno sono già stati rivisti 5 volte in Cina con tre aumenti.
Problema di approviggionamento
La Cina importa oltre il 70% del petrolio che consuma e molto ne arriva del Medio Oriente. Fluttuazioni e incertezze in quella parte di mondo possono avere ricadute e ripercussioni sui prezzi dell'energia che ricadono a cascata sugli automobilisti. Come sempre, le fasce più esposte a questo scenario sono quelle a reddito più basso. Il malcontento corre sulle piattaforme social, dove non sono mancati commenti negativi al Governo, colpevole - secondo loro - di aver aumentato il prezzo dei carburanti senza una reale criticità.
Scenari
La Cina delle auto elettriche...fa la coda al distributore
Il forte aumento dei prezzi ha provocato il panico tra gli automobilisti
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