Sono sempre più numerose le voci di dissenso che si alzano nei confronti di questa nuova Formula 1. Dai protagonisti di oggi a chi protagonista fu, come Johnny Herbert: ex pilota che ha corso nella massima divisione del motorsport tra il 1989 e il 2000. Un purista, abituato ai motori aspirati e alle monoposto con cambio manuale, dure e pure. Insomma, l'esatto opposto di oggi.
Giù duro
Durante un'intervista rilasciata a Snabbare, l'inglese non si è risparmiato: "Da ex pilota e ora appassionato, non voglio pensare a clipping, boost, modalità di sorpasso e ali attive voglio solo vedere i piloti messi alla prova, ma non vengono messi alla prova nel modo giusto. Vengono messi alla prova come in un videogioco. È questo lo spirito della F1? Pulsanti da premere al momento giusto? Dov’è finita l’abilità? Chiunque può farlo, persino mia nonna potrebbe affrontare Eau Rouge con queste macchina". Troppo artificiali, almeno secondo lui.
Il pilota è messo in secondo piano
La filosofia di Herbert può essere riassunto nella superiorità della tecnica automobilistica nei confronti del talento del pilota: "Le vere auto di Formula 1 ora non ci sono più la capacità di un Max, di un Lewis, di un Senna, di un Prost, di uno Schumacher, di essere sempre in grado di spingersi oltre i limiti, di controllare la velocità dell’auto in quelle curve ad altissima velocità come quelle che abbiamo a Melbourne, era ciò che metteva davvero alla prova il pilota. Abbiamo quasi perso tutto questo, si sta perdendo quello che dovrebbe essere il dna delle corse, la tecnologia si è spinta troppo oltre”. Difficile pensare che Herbert passerà i fine settimana di gara davanti alla TV.
Dichiarazioni
Johnny Herbert contro la Formula 1: "Eau Rouge la potrebbe fare pure mia nonna"
L'ex pilota non ha risparmiato le critiche alle nuove monoposto
di Redazione
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