
Parla Phil Charles, il genio dell'elettrico: "Mercedes F1 ha lavorato con la Formula E"
Il Deputy Team Principal di DS Penske ha svelato quali consigli ha dato per lo sviluppo delle nuove monoposto

È stato in Renault, ai tempi dei titoli Mondiali di Fernando Alonso, alla Toro Rosso - da capo degli ingegneri - ha visto esplodere il talento di Carlos Sainz e Max Verstappen e poi, nel 2018, si è trasferito in Formula E. Quelli alla Jaguar dovevano essere solo sei mesi di passaggio, giusto il tempo di trascorrere il “gardening” obbligatorio tra un team di F1 e l’altro. Invece Phil Charles si è innamorato delle monoposto elettriche.
Attenzioni dal circus
Il team DS Peske lo ha messo sotto contratto per sviluppare il progetto Gen4, ma sono arrivate attenzioni inaspettate anche dalla Formula 1: come lui stesso aveva dichiarato, in inverno alcuni dei suoi ex colleghi, ancora oggi in F1, lo hanno chiamato chiedendogli qualche consiglio per lo sviluppo delle vetture con il nuovo regolamento. Oggi il Deputy Team Principal di DS Penske ce ne ha svelati alcuni: quali potrebbero essere i segreti della Mercedes, cosa dobbiamo aspettarci dal GP di Shanghai e chi sono i piloti che si adatteranno meglio a questo nuovo stile di guida.
"Mercedes F1 ha integrato la divisione di Formula E"
Il lavoro sviluppato da Mercedes High Performance Powertrains in Formula E confluisce oggi direttamente nel programma di Formula 1 a Brixworth. Negli ultimi anni la struttura del gruppo tedesco ha accumulato molta esperienza soprattutto sul fronte dei sistemi elettrici, in particolare con l’MGU da 350 kW utilizzato nella categoria elettrica. Molte di queste conoscenze riguardano la gestione dell’energia, un aspetto sempre più centrale anche in F1. Il contesto tecnico resta diverso — con un motore a combustione interna e una batteria più piccola rispetto alla Formula E — ma diversi principi restano validi. L’idea è quindi integrare queste competenze nel gruppo che sviluppa i powertrain di Formula 1. Dal punto di vista dei rivali, il tema diventa inevitabilmente oggetto di analisi. “Se fossi in un team di F1 mi chiederei: la Mercedes sviluppa più energia perché ha meno drag? Oppure perché mantiene più velocità in curva?”. Spiega Charles. Un altro interrogativo riguarda l’efficienza del sistema: “Hanno hardware più efficiente o recuperano più energia ogni volta che frenano?”. In un campionato in cui ogni dettaglio conta, anche la capacità di rigenerare energia nei punti giusti della pista può fare la differenza sul tempo sul giro.
Il contatto dei colleghi
Nel mondo della Formula 1 il contributo dei piloti provenienti dalla Formula E è sempre più importante, soprattutto nel lavoro al simulatore e nei sistemi driver-in-the-loop. “Diversi team di F1 hanno piloti di Formula E che li supportano” spiega Charles. I dettagli restano riservati: “Non posso rivelare con chi ho parlato o esattamente di cosa”. Tuttavia qualche indicazione è possibile: “Puoi suggerire: guardate questo, o considerate quell’aspetto”. Piccoli spunti che aiutano a indirizzare lo sviluppo della vettura.
In F1 non è più solo una questione di potenza
Negli ultimi anni il ruolo della parte elettrica nelle monoposto è cresciuto sensibilmente. “In Formula 1 abbiamo aumentato la capacità e l’aspetto della potenza elettrica”, spiega Phil Charles. Tuttavia la questione non si esaurisce con il semplice incremento delle prestazioni. Per comprendere davvero l’impatto sull’auto e sulla guida bisogna guardare alla gestione dell’energia. Il limite principale è rappresentato dalle dimensioni della batteria. “In Formula 1 hanno una batteria piccola, circa 1,1–1,2 kWh. Molto più piccola rispetto alla Formula E”. Questo significa che l’energia elettrica a disposizione è limitata e deve essere utilizzata con grande attenzione. “Dal punto di vista elettrico bisogna essere conservativi. Hai una quantità limitata di energia con cui lavorare”.
A Shanghai i veri valori
Dopo l'inizio di stagione - e le polemiche - in Australia, la Formula 1, secondo Charles, entrerà nel vivo in Cina. “Melbourne spesso è un buon indicatore, ma non offre una visione completa della stagione”, perché in passato “è stato molto difficile sorpassare”. Per questo “Shanghai darà un quadro migliore”, soprattutto per capire come scia ed energia influenzino il passo gara. “È giusto aspettarsi che la griglia cambi un po’ quando si passa da Melbourne a Shanghai”, anche se “l’ordine generale non cambierà drasticamente”. Nelle prime gare, però, “ci sarà una curva di sviluppo molto ripida”.
Il lavoro con Verstappen, Alonso e Sainz
Tra i piloti più completi c’è Max Verstappen, con cui Charles ha lavorato: “È un talento naturale enorme” e “riesce a elaborare molto velocemente le informazioni”, anche grazie all’esperienza nel sim racing. Carlos Sainz Jr. invece “ha una mente straordinaria”: i suoi feedback al simulatore aiutano l’intero team a migliorare la vettura. Infine Fernando Alonso, “così concentrato da sfruttare ogni minima possibilità di miglioramento”. Con regolamenti complessi, tutti e tre “emergeranno e faranno molto bene”.