TORINO

Cairo risponde alle minacce a Masio: "Dispiaciuto, cose che fanno male ai bambini"

Il presidente granata ritorna anche sulla contestazione: "Letto cose assurde, ci sono tifosi del Torino che non vogliono bene al Torino"

© Getty Images

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Il presidente del Torino, Urbano Cairo, non ci sta. La contestazione dei tifosi può anche essere legittima, ma non può sfociare in insulti e minacce, come accaduto nella scorsa settimana quando dei vandali hanno imbrattato i muri del cimitero di Masio, paese di origine dei genitori di Cairo in provincia di Alessandria, con scritte che auguravano la morte allo stesso presidente. 

Dopo la vittoria sul Parma, il numero uno del club granata è tornato sull'argomento: "Quelle scritte sono veramente brutte, ma non lo sono per me, lo sono per i bambini che le vedono. Parliamo del gioco del calcio e comunque di un presidente che ha investito decine di milioni di euro in questi anni. Arrivare a dire cose del genere è bruttissimo: sono dispiaciuto per chi l'ha fatto, è veramente messo male. Stiamo parlando di calcio e non di guerre, che purtroppo ci sono nel mondo ed è una brutta cosa". 

Cairo ha parlato anche del futuro del suo ruolo e della contestazione che ha lasciato lo stadio Olimpico Grande Torino semideserto: "Ho letto cose assurde. Ma veramente, come siete messi? Alcuni sono tifosi del Toro, ma vogliono il male del Toro. Io sono presidente pro tempore, quindi prima o poi venderò il Torino, ma il problema è che, se questo è l'ambiente, per il nuovo presidente che arriverà sarà la stessa cosa".

Infine, applausi per la vittoria sul Parma: "Il risultato può far pensare a una gara semplice, non è così. Abbiamo messo in campo grande determinazione nel secondo tempo perché volevamo la vittoria a tutti i costi, con maggiore cattiveria rispetto al primo tempo. Dobbiamo continuare a lavorare, non manca nulla per farlo, e sono sicuro potremo toglierci delle soddisfazioni".